Trump e il nuovo disordine globale: Svizzera e Siria nella stessa tempesta di dazi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Roma – Se c’è una costante nella politica economica di Donald Trump, è la sua capacità di stravolgere gli equilibri commerciali con misure che, spesso, sembrano dettate più da calcoli immediati che da una strategia di lungo periodo. L’ultima mossa – l’imposizione di dazi del 39% sui prodotti svizzeri – ha lasciato Berna "sorpresa e delusa", come ha ammesso la presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter. Una decisione che, secondo il governo elvetico, si basa su un presupposto errato: l’idea che la Svizzera "rubi" 40 miliardi di franchi agli Stati Uniti ogni anno.

La realtà, come sottolineano le autorità svizzere, è ben diversa. Se si considerano non solo le merci ma anche i servizi, i conti tra i due Paesi sono sostanzialmente in pareggio. Ma Trump, che da tempo accusa le banche elvetiche di aver spostato parte dei loro interessi verso l’Asia, minando la stabilità del debito americano, ha scelto la linea dura. Una scelta che, per molti osservatori, sembra più dettata da risentimento che da calcoli economici.

Non è la prima volta che l’amministrazione statunitense colpisce con misure punitive Paesi dalle economie diametralmente opposte. Se la Svizzera, tra le nazioni più ricche al mondo, si trova ora nella stessa lista della Siria, devastata da anni di guerra, il Lesotho – piccolo Stato africano la cui economia dipende in gran parte dall’export tessile – è stato penalizzato per i suoi jeans, mentre il Kenya è riuscito a evitare sanzioni. Una disparità di trattamento che alimenta il caos nei mercati globali.

Anche l’Italia, in particolare la provincia di Varese, potrebbe subire ripercussioni significative. Il sindaco Davide Galimberti ha lanciato l’allarme sui "doppi dazi" che rischiano di colpire i territori di confine, già penalizzati dalle tensioni commerciali tra Ue e Usa. "Gli effetti – ha spiegato – potrebbero essere devastanti per l’industria, il commercio e l’occupazione". Una situazione che richiederebbe misure innovative per evitare il collasso di interi settori produttivi.

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