Milano-Sanremo, la fuga dei sette italiani apre la 117ª edizione: Pogacar e Van der Poel si studiano
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Redazione Sport
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È scattata ufficialmente due minuti dopo le rintocchi delle 10.10, da Pavia, la 117ª Milano-Sanremo, una delle classiche monumento che più di ogni altra sa mescolare la strategia millimetrica con la potenza bruta degli attacchi. Il via, dato in una giornata che fino a questo momento regala un cielo coperto ma senza le precipitazioni che potrebbero arrivare nelle ore successive, ha subito visto il gruppo principale prendere le misure a una fuga composta da nove atleti. E in questa prima azione autorizzata dal plotone, c’è un dato che risalta agli occhi: sette di loro sono italiani, un segnale di vitalità per la scuola nazionale che si riversa sulle strade che da Pavia si dirigono verso Voghera, con il margine che dopo i primi chilometri si è assestato intorno ai quattro minuti, per poi scendere gradualmente sotto la spinta delle squadre dei grandi favoriti.
I nove fuggitivi e il ritmo record
A comporre l’attacco che ha salutato il secondo passaggio da Pavia prima di inoltrarsi verso il cuore del percorso, sono Martin Marcellusi e Manuele Tarozzi della Bardiani CSF 7 Saber, Lorenzo Milesi e Manlio Moro della Movistar, Andrea Peron e David Lozano del Team Novo Nordisk, Alexy Faure Prost del Team Picnic PostNL, oltre a Dario Igor Belletta e Mirco Maestri del Team Polti VisitMalta. Proprio Maestri, Tarozzi e Moro rappresentano il tricolore in questo manipolo di coraggiosi che, non appena la corsa ha superato la fase di neutralizzazione, hanno impresso un’accelerazione decisiva. Il dato tecnico che certifica l’intensità di questa partenza è la media oraria della prima ora di gara, schizzata a 46 chilometri orari: un ritmo mai così elevato nella storia della Classicissima di Primavera, che ha già costretto il gruppo a un lavoro di inseguimento serrato, riducendo il margine della fuga a circa 3’10” dopo circa 250 chilometri da percorrere verso il traguardo di via Roma.
L’ossessione di Pogacar e la pazienza di Van der Poel
Se la corsa si è aperta con il tentativo dei battistrada, gli occhi del mondo del ciclismo restano incollati al duello che si consuma a pochi metri di distanza, nel cuore del plotone. Tadej Pogacar, il numero uno del ranking mondiale, arriva al via di Sanremo con un’ossessione quasi maniacale: vincere l’unica classica monumento che ancora manca al suo palmarès, un obiettivo che insegue con la stessa determinazione con cui ha già dominato il Giro delle Fiandre e la Liegi-Bastogne-Liegi. Di fronte a lui, dall’altra parte della barricata, c’è Mathieu van der Poel, che di questa corsa è diventato il re indiscusso grazie ai successi del 2023 e del 2025. L’olandese, consapevole di avere nella sua esplosività l’arma più affilata sul Poggio, si sta muovendo con la calma del cacciatore, lasciando che siano le squadre degli altri pretendenti a gestire il ricongiungimento con i fuggitivi per non sprecare energie preziose.
Ganna e l’incognita meteo
A rompere lo schema del testa a testa tra i due fenomeni, c’è un terzo uomo che un anno fa ha dimostrato di potersela giocare fino all’ultimo metro. Filippo Ganna, già due volte secondo in via Roma, era l’unico atleta in grado di restare attaccato ai due mostri sacri nella volata ristretta dell’edizione precedente; anche quest’anno rappresenta l’alternativa più credibile per un eventuale successo italiano, a patto che la corsa non si chiuda prima dell’arrivo. Mentre i corridori si spostano verso Voghera, il meteo si conferma un fattore variabile: il cielo coperto che ha accolto la partenza potrebbe evolversi in pioggia nel corso del pomeriggio, un elemento che potrebbe influenzare le dinamiche delle discese del Turchino e, successivamente, la gestione delle forze sui due passaggi chiave del Cipressa e del Poggio di Sanremo. L’organizzazione e le forze dell’ordine, nel frattempo, hanno attivato il dispositivo di viabilità modificato lungo il tracciato, con divieti di transito che scatteranno circa mezz’ora prima del passaggio della testa della corsa per garantire lo svolgimento in sicurezza della competizione.




