Scuola, 147mila studenti bergamaschi tornano in classe tra calo demografico e nuove sperimentazioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Per circa 147mila studenti delle scuole bergamasche è tempo di tornare in classe. Lunedì 14 settembre suona la prima campanella del nuovo anno scolastico, con le emozioni di sempre per chi inizia un percorso e la strana felicità di settembre per chi ritrova compagni e aule dopo l'estate. Una premessa necessaria: ad oggi i dati precisi riguardano soltanto gli iscritti alle classi prime delle scuole pubbliche primarie, secondarie di primo e secondo grado.

Il dato complessivo, per forza di cose approssimativo, è calcolato sulla base degli studenti totali dell'anno scorso, circa 150mila, a cui vanno aggiunti 7.152 bambini iscritti alla prima elementare e sottratti i 9.203 maturandi dell'anno passato.

Il peso del calo demografico sulla primaria

Guardando ai numeri certi, quelli degli iscritti alle classi prime delle scuole statali, in tutto 25.002, emerge con chiarezza il peso del calo demografico sul panorama scolastico bergamasco. Il dato più evidente riguarda i nuovi ingressi alla primaria, in discesa ormai da diversi anni. Quest'anno sono 7.152: erano 7.383 nel 2025/2026, 7.662 nel 2024/2025 e via via a salire fino agli 8.969 del 2020/2021. Il calo rispetto a quest'ultimo anno è del 20%, vale a dire quasi 2.000 bambini in meno nelle scuole della Bergamasca, per la precisione 1.817.

Il fenomeno non è ancora così marcato in prima media e in prima superiore: i numeri, dal 2020/2021 al 2026/2027, sono passati rispettivamente da 10.633 a 8.842 e da 9.425 a 9.008. Il dirigente dell'Ufficio scolastico di Bergamo, Vincenzo Cubelli, ha parlato della «rarefazione delle classi» come dell'aspetto più preoccupante, sottolineando come le risorse diminuiscano e serva razionalizzare e organizzare meglio.

Le nuove sfide: dal liceo Made in Italy al liceo matematico

Il nuovo anno scolastico porta con sé anche alcune novità. Tra queste c'è il debutto del percorso Made in Italy, che grazie all'adesione complessiva di 31 studenti consentirà l'attivazione della prima classe distribuita su due istituti già a partire da settembre 2026: il Liceo Made in Italy raccoglie 15 adesioni all'istituto Galli di Bergamo e 14 all'istituto Riva di Sarnico.

Parallelamente si registrano 20 iscrizioni al Liceo Scientifico – Scienze Applicate all'Istituto Fantoni di Clusone, mentre l'indirizzo Servizi per la Sanità e l'Assistenza Sociale dell'Istituto Archimede di Treviglio risulta particolarmente richiesto, con 29 studenti che lo hanno indicato come prima opzione. In regione prende inoltre il via la sperimentazione del liceo matematico, con nove scuole lombarde coinvolte. Resta poi la classica impresa di coprire cattedre e posti rimasti vacanti dopo pensionamenti e mobilità.

L'augurio del direttore scolastico regionale

Per l'inizio delle lezioni in Lombardia, fissato per il 14 settembre, Luciana Volta, alla guida dell'Ufficio Scolastico Regionale, ha inviato una lettera aperta a studenti, insegnanti e presidi. Il testo si apre con una domanda: «Inizio il mio saluto quest'anno con una domanda: che cosa dovrebbe rimanere di un anno di scuola, quando quell'anno è finito?».

La risposta non è soltanto la pagella o il riassunto degli argomenti spiegati in aula, quanto la sensazione concreta di sentirsi cresciuti: «Dovrebbe restare qualcosa di più difficile da misurare: la sensazione di essere diventati un po' più capaci di prima». Volta ha poi sottolineato come la scuola debba difendere il valore del dubbio in un tempo dominato da risposte immediate: «Una persona che sa tutto ciò che deve sapere può anche cavarsela, ma una persona che sa farsi le domande giuste può continuare a imparare per tutta la vita».

Rivolgendosi agli studenti, il direttore ha augurato di vivere un anno capace di arricchirli internamente: «Con conoscenze in più, certo, ma soprattutto con una domanda in più, una paura in meno, una possibilità nuova».

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