Tangenti e corruzione, perquisite le sedi Anas
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Redazione Interno
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La Guardia di Finanza di Milano, su delega dei pm Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi e dell'aggiunto Tiziana Siciliano, ha perquisito ieri le sedi Anas di Roma e Milano, acquisendo documenti nell'ambito di un'inchiesta su un presunto giro di mazzette legato ai lavori di manutenzione della rete stradale in Lombardia e Veneto. L'indagine, che coinvolge nove persone tra funzionari ed ex funzionari di Anas, ruota attorno a una tangente da oltre 845mila euro e altre "utilità" come un'auto e un appartamento.
Il sospetto di una maxitangente da oltre 845mila euro sull'appalto Anas da 388 milioni per la variante "Tremezzina" lungo il lago di Como ha portato la Guardia di Finanza ad acquisire atti nelle sedi della società pubblica, che fa capo al gruppo Ferrovie dello Stato. Le perquisizioni, ordinate dalla Procura milanese, riguardano anche altre vicende di corruzione e turbativa d'asta, con l'accusa di rivelazione di segreto d'ufficio.
Tra i nove indagati figura anche un geometra pavese, Mauro Ernesto Pelagalli, 56 anni, di Casteggio, coinvolto in una delle quattro vicende sotto inchiesta. La Procura di Milano ipotizza che funzionari Anas abbiano ricevuto tangenti per oltre 800mila euro in cambio di appalti per lavori stradali del valore complessivo di 400 milioni di euro.
Le indagini, che hanno portato a sequestri e ordini di esibizione di documenti e dispositivi informatici nelle sedi di Roma e Milano della società del gruppo FS, mirano a far luce su un presunto sistema di corruzione e turbativa d'asta che avrebbe permesso a funzionari e ex funzionari di Anas di ottenere vantaggi illeciti in cambio di appalti.




