Mercedes-Maybach classe S, il lusso secondo Sindelfingen tra motori v8 e divani reclinabili
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Redazione Scienza e Tecnologia
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C’è un modo, sottile e per nulla urlato, di intendere l’automobile che non ha mai avuto bisogno di clamore per imporsi. E la nuova Mercedes-Maybach Classe S, presentata a Sindelfingen nell’anno in cui la Casa della Stella compie 140 anni – quelli, per intenderci, che ci separano dall’invenzione della prima vettura a motore – ne rappresenta l’espressione più compiuta. Non si tratta, come qualcuno potrebbe affrettarsi a pensare, di un semplice restyling. No, qui i tecnici tedeschi hanno operato un aggiornamento profondo, perché il vero lusso, spiegano, non è (più) solo una questione di pelle pregiata o di cromature a profusione: è piuttosto un’oasi di tranquillità, una bolla hi-tech dove l’artigianalità, però, non viene mai messa in discussione.
Motori elettrificati e un listino ancora in via di definizione
La gamma si articolerà in tre motorizzazioni ibride, tutte alimentate da un V8 che i tecnici hanno voluto preservare – quasi un atto di resistenza, in un’epoca ossessionata dalla downsizing – affiancandolo a un sistema elettrico a 48 volt. Le potenze? Si snodano tra i 537 e i 612 CV, un range che lascia intendere come qui nessuno cerchi la sportività fine a se stessa. Piuttosto, ciò che conta è la fluidità dell’erogazione, quel «non sentire» il cambio di marcia che da sempre distingue le grandi berline tedesche. Gli ordini si apriranno nelle prossime settimane, ma c’è un dettaglio non secondario: il listino, al momento, resta in via di definizione. Un silenzio, questo, che a Sindelfingen coltivano volutamente, quasi a voler sottolineare che chi chiede certi prezzi, in realtà, non dovrebbe nemmeno domandarli.
Estetica e tecnologia: la regola dell’autorità discreta
Dal punto di vista visivo, la Maybach Classe S riprende i tratti principali della nuova ammiraglia della Stella – i fari a matrice di led, la calandra a stecche verticali, quel profilo lunghissimo che tradisce l’extra di 18 centimetri rispetto a una Classe S normale. Ma il vero salto, lo si coglie salendo a bordo. Qui fa il suo esordio su una Maybach il sistema operativo MB.OS, lo stesso che guiderà le prossime generazioni di tutte le Mercedes. Un’interfaccia, dice chi l’ha provata, capace di apprendere le abitudini di chi guida e di chi siede dietro. Perché, e questo è il punto, il posto migliore resta quello posteriore destro: divano reclinabile, poggiapiedi estraibile, e la possibilità di escludere la pelle (su richiesta) in nome di una sostenibilità che nessuno, qui, pronuncia mai a sproposito. «Trasmettere un’autorità discreta, mai ostentata»: è il principio che i progettisti dicono di aver seguito, e che in fondo riassume 105 anni di storia del marchio Maybach.
Il futuro si chiama VLS, quando un van diventa una limousine
Proprio questa riflessione sul lusso contemporaneo – meno materiali pregiati, più spazio e versatilità – ha alimentato un progetto parallelo, la Mercedes‑Maybach VLS. Si tratta di una grand limousine che per la prima volta innesta il marchio Maybach sul pianale di un van, quello della piattaforma VAN.EA. L’obiettivo, almeno sulla carta, è coniugare l’abitabilità tipica dei monovolume con l’esperienza di bordo di una limousine. Nessuna data di lancio è ancora trapelata, né si conoscono i prezzi. Ma l’idea, in sé, dice molto di come i vertici di Stoccarda interpretino il futuro: un futuro dove il lusso non si misura più in centimetri di legno pregiato, ma in metri quadri di spazio personale, magari mentre si guarda un film su uno schermo da 31 pollici che scende dal soffitto.




