Droni russi colpiscono un treno Kiev-Varsavia a due chilometri dalla Polonia
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Redazione Esteri
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Un drone russo ha colpito nella giornata di domenica la locomotiva di un treno passeggeri diretto da Kiev a Varsavia, fermandolo a circa due chilometri dal confine con la Polonia, nella regione ucraina della Volinia. Lo hanno reso noto le ferrovie statali ucraine Ukrzaliznytsia, precisando che a bordo del convoglio c'erano 206 passeggeri e che nessuno è rimasto ferito.
Secondo quanto riferito dall'operatore ferroviario, l'equipaggio era stato avvertito in anticipo del pericolo da un'allerta lanciata dalle autorità ucraine, circostanza che ha permesso di adottare le misure necessarie per proteggere i passeggeri e il personale di bordo. Nella stessa zona, presso il valico di frontiera di Yahodyn-Dorohusk, un altro attacco ha danneggiato una stazione di servizio e alcuni camion, provocando un vasto incendio.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha commentato l'accaduto definendo l'attacco «deliberato». «Proprio per impedire che questi attacchi si estendano ulteriormente in Europa, gli uomini e le donne ucraini combattono ogni giorno, sacrificano la loro vita e non lasciano che l'aggressione si propaghi», ha scritto il capo dello Stato su X.
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha è intervenuto sulla stessa piattaforma con toni duri, affermando che le forze russe stanno «bussando direttamente alle porte dell'Ue e della Nato».
«I barbari russi sono alle vostre porte, cari alleati», ha aggiunto, esortando i partner occidentali a «scaricare tutto il peso delle vostre sanzioni sul regime aggressivo».
L'attacco si inserisce in un'offensiva più ampia
Il raid contro il treno passeggeri è parte di un'ondata di attacchi che nella notte tra sabato e domenica ha interessato diverse regioni ucraine. Secondo l'Aeronautica militare di Kiev, la Russia ha impiegato oltre 450 droni, tra cui velivoli a reazione, e quattro droni-missile, colpendo infrastrutture energetiche, la stessa compagnia ferroviaria Ukrzaliznytsia, attività commerciali ed edifici residenziali. Bilancio complessivo: almeno tre persone hanno perso la vita e 36 sono rimaste ferite.
Zelensky ha reso noto che nell'arco della settimana la Russia ha lanciato circa 2.100 droni contro l'Ucraina, una parte significativa dei quali di tipo Shahed a propulsione a getto, insieme a quasi 1.700 bombe aeree guidate e 78 missili di vario tipo.
La portata dell'attacco ha avuto ripercussioni anche sulla circolazione ai valichi di frontiera tra Polonia e Ucraina. Il portavoce della Guardia di frontiera polacca, il maggiore Dariusz Sienicki, ha riferito che durante la notte le operazioni di controllo sono state sospese per motivi di sicurezza a Dorohusk, Zosin, Dołhobyczów e Hrebenne, prima di tornare gradualmente alla normalità. Le forze armate polacche hanno attivato i sistemi di difesa e ricognizione, facendo decollare l'aviazione militare in risposta all'incursione.
Il botta e risposta tra Zelensky e il Cremlino sul vertice G20
Sul fronte diplomatico, nei giorni scorsi si è registrato un nuovo scambio a distanza tra Kiev e Mosca. Zelensky aveva dichiarato in un'intervista di essere pronto a recarsi a Miami per il vertice del G20 in programma il 14 e 15 dicembre, a condizione che anche il presidente russo Vladimir Putin vi prendesse parte. «Dobbiamo venire. Dobbiamo incontrarci, parlare e prendere decisioni», aveva affermato il capo dello Stato ucraino, sottolineando che l'incontro avrebbe dovuto produrre risultati concreti e non limitarsi alla retorica.
La risposta del Cremlino non si è fatta attendere. Il portavoce Dmitry Peskov ha definito «impossibile» un incontro bilaterale negli Stati Uniti, precisando che Putin è disposto a vedere Zelensky esclusivamente a Mosca. Il Cremlino non ha confermato se il presidente russo parteciperà al vertice americano. Un eventuale faccia a faccia rappresenterebbe il primo incontro diretto tra i due leader dal dicembre 2019, quando presero parte ai negoziati in formato Normandia a Parigi.
I passeggeri illustri sul convoglio bloccato
Sulla stessa tratta ferroviaria, un altro treno era rimasto bloccato a causa degli allarmi nella giornata di domenica. A bordo, secondo quanto riportato da media europei, viaggiavano consiglieri per la sicurezza di Italia, Germania, Regno Unito e Francia, insieme all'ex premier britannico Boris Johnson e all'ex direttore della Cia David Petraeus, di ritorno dalla conferenza Yalta European Strategy svoltasi a Kiev.
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