Attacco Putin alla Nato: lo scenario Usa di un test limitato

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un possibile attacco Putin alla Nato nei prossimi anni è lo scenario valutato da nuovi rapporti d’intelligence Usa, che ipotizzano una prova della determinazione dell’Alleanza attraverso un’azione limitata contro un Paese alleato. Le ipotesi considerate variano da un attacco informatico fino a un’incursione terrestre su piccola scala. Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, in precedenza era ritenuto improbabile che il Cremlino potesse provocare direttamente un Paese Nato mentre il conflitto in Ucraina era ancora in corso, ma questa valutazione sarebbe cambiata nel corso dell’anno.

I nuovi scenari analizzati dagli apparati statunitensi indicano che la possibilità di una pressione militare o ibrida sulla Nato viene osservata con maggiore attenzione. Tra le riserve considerate a rischio figurano alcuni sistemi d’arma come i missili a lungo raggio Precision Strike Missile e Army Tactical Missile System, oltre ai missili terra-aria a corto raggio Stinger, secondo quanto riportato da funzionari Usa. Il cambiamento delle valutazioni sarebbe legato alle difficoltà incontrate da Putin in Ucraina e alla pressione interna per ottenere una vittoria nel conflitto.

Le preoccupazioni di Lituania e Polonia sulle operazioni false flag

L’attenzione si concentra anche sui Paesi dell’Est Europa più vicini alla Russia e confinanti con la Bielorussia, indicata come Stato vassallo di Mosca nel contesto delle tensioni regionali. In particolare, Lituania e Polonia stanno valutando il rischio di operazioni false flag, cioè azioni condotte nascondendo la reale provenienza dell’offensiva e attribuendola a un altro soggetto. L’ipotesi considerata è quella di attacchi ai territori dei Paesi baltici o polacchi presentati come iniziative legate all’Ucraina.

La possibilità di un attacco con droni sotto falsa bandiera è stata citata anche dal ministro della Difesa lituano Robertas Kaunas, mentre nei Paesi dell’area cresce l’attenzione verso eventuali forme di provocazione. Le autorità osservano uno scenario nel quale un’azione mirata potrebbe essere utilizzata per creare tensioni tra la Russia e gli Stati membri della Nato. La questione riguarda quindi non soltanto un possibile impiego di forze militari tradizionali, ma anche modalità operative più difficili da attribuire immediatamente.

Le richieste di Zelensky sulle sanzioni contro la Russia

Nel frattempo, il presidente ucraino Zelensky ha chiesto maggiori sanzioni contro la Russia, collegando la pressione economica alla capacità militare di Mosca. In un messaggio pubblicato su X, ha affermato che ogni missile russo, ogni drone e la maggior parte degli altri tipi di armi russe contengono componenti critici provenienti da altri Paesi, senza i quali tali sistemi non potrebbero esistere. Le sue parole si inseriscono nel quadro delle richieste di nuove misure contro il settore degli armamenti russo.

Gli elementi emersi dai rapporti citati dal Wall Street Journal mostrano quindi diversi livelli di possibile confronto tra Russia e Nato, dalle operazioni informatiche fino alle ipotesi di incursioni limitate e azioni sotto falsa bandiera. Le valutazioni degli Stati Uniti e le preoccupazioni espresse da Lituania e Polonia riguardano scenari futuri legati alla guerra in Ucraina e alla sicurezza dei Paesi alleati esposti alle tensioni con Mosca.

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