Yermak: "La Russia usa il negoziato come copertura, Putin vuole solo la guerra"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Roma – «La Russia non cerca una soluzione diplomatica, ma sta solo sfruttando il negoziato come una foglia di fico per mascherare le sue vere intenzioni». Andriy Yermak, capo dell’ufficio del presidente ucraino, non usa mezzi termini quando descrive la strategia di Mosca. Reduce da un giro diplomatico che lo ha portato a Istanbul e Tirana prima di atterrare nella capitale italiana, l’uomo più vicino a Volodymyr Zelensky – di cui è considerato l’alter ego – non nasconde lo scetticismo verso le mosse di Vladimir Putin.
La sua posizione, del resto, riflette quella di un governo che, pur non escludendo del tutto il dialogo, vede nella guerra l’unico vero obiettivo del Cremlino. E mentre Yermak parla, sullo sfondo si riaccendono le polemiche dopo l’annuncio di Donald Trump di una possibile mediazione diretta con Putin. Una mossa che, secondo alcuni osservatori, rischia di trasformarsi in un ennesimo teatrino utile solo a rilanciare l’immagine del presidente americano, il quale, dopo aver definito «un bagno di sangue» il conflitto, ha promesso di «chiuderlo in fretta».
Ma se Trump prova a riaprire un canale con Mosca, dall’altra parte dell’Atlantico i leader europei si dividono. Francia, Germania, Regno Unito e Polonia hanno tenuto un nuovo vertice – il secondo in pochi giorni – per discutere degli sviluppi dopo i colloqui di Istanbul, coinvolgendo anche Zelensky e lo stesso Trump. Assente, invece, Giorgia Meloni, che ha giustificato la sua esclusione con la volontà di mantenere la linea italiana: niente truppe inviate in Ucraina. Peccato che Emmanuel Macron abbia subito precisato che nel summit non si era parlato di soldati, ma di una possibile tregua.
Proprio su questo fronte, intanto, sembra aprirsi uno spiraglio. Fonti vicine ai negoziati lasciano trapelare la possibilità di una sospensione delle ostilità, seppur breve – forse solo dieci giorni –, non per raggiungere un accordo definitivo, ma per valutare i prossimi passi. Una pausa che, tuttavia, avrebbe un prezzo: Mosca chiede che, in quel lasso di tempo, Kiev non riceva nuovi armamenti. Intanto, però, tra le fila russe cresce il malcontento. Diversi soldati, secondo indiscrezioni, spingerebbero per andare avanti, rifiutando qualsiasi ipotesi di stop.




