Il Capodanno Rai in Calabria: ascolti da record e un'immagine che cambia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il successo nazionale del Capodanno Rai, ospitato per il terzo anno consecutivo in Calabria, si misura in numeri inequivocabili, i quali, smentendo le attese più tiepide, hanno confermato un gradimento trasversale. Allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, infatti, quasi otto milioni di persone – per la precisione 7 milioni e 897 mila telespettatori, una cifra corrispondente a un impressionante 51,64% di share – erano sintonizzate su Rai 1 per seguire le celebrazioni trasmesse da Catanzaro. Un dato aggregato che, come sottolineato, corona un percorso iniziato con le edizioni di Crotone e Reggio Calabria, stabilendo un nuovo e significativo primato per la manifestazione.
Un successo che segue un percorso consolidato
La trasmissione "L'Anno che verrà", condotta dall'Area Teti di Catanzaro da Marco Liorni, si inserisce in un solco già tracciato dalle due precedenti edizioni calabresi, confermando la validità di una scelta che punta a valorizzare il territorio. Sebbene i dati degli ascolti medi dell'evento catanzarese, con i suoi 5,2 milioni di spettatori e il 35,5% di share, si siano attestati su livelli leggermente inferiori rispetto a quelli registrati negli anni passati dalle due città sorelle, il picco raggiunto allo scoccare dell'anno nuovo rappresenta l'indicatore più chiaro della popolarità dell'evento. Questo ripetersi della formula, che alcuni hanno definito «un enorme déjà-vu», non ha dunque intaccato il favore del pubblico, anzi, ha consolidato un appuntamento capace di richiamare in piazza migliaia di persone – dodicimila, nella fattispecie – e milioni di case.
Le reazioni e la difesa dell'immagine regionale
A commentare con soddisfazione l'esito dell'operazione è intervenuto, tra gli altri, sottolineando come i «numeri record» parlino da soli e contribuiscano a proiettare un'immagine positiva e vitale della Calabria. Le sue dichiarazioni hanno costituito anche una risposta netta a quelle critiche che, nel corso dei giorni precedenti l'evento, erano state giudicate offensive e basate su stereotipi ormai superati. Una difesa, la sua, che ha spostato l'attenzione dal mero dato spettacolare al valore più ampio della manifestazione, vista come un'occasione di riscatto e di promozione autentica. Il tutto, mentre altre città della regione, come Cosenza con il concerto di Brunori Sas, vivevano parallelamente le proprie festività, in un quadro regionale vivace e articolato.
Le ricadute economiche e un bilancio non univoco
Oltre agli schermi, l'impatto dell'evento si è misurato naturalmente sul territorio, sebbene con esiti differenziati che hanno prodotto un bilancio non univoco. La decisione di allocare il grande palco nel quartiere Lido, spostando il baricentro delle attese verso la marina, ha generato tra gli esercenti reazioni contrastanti, come spesso accade in simili circostanze. Se da una parte molti operatori hanno espresso soddisfazione per l'afflusso, dall'altra non sono mancate voci che hanno rilevato come i benefici non siano stati omogenei, descrivendo un quadro fatto, appunto, di luci e ombre. Questo aspetto conferma come la valutazione di un evento di tale portata non possa limitarsi ai soli indici d'ascolto, ma debba considerare anche le complesse dinamiche locali che esso inevitabilmente attiva.




