Un nuovo inizio per il calcio italiano: la riforma
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Redazione Sport
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La riforma del calcio italiano ha compiuto un passo significativo. La commissione Cultura della Camera ha dato il via libera all'emendamento Mulè al dl Sport, che sarà discusso in Aula la prossima settimana. Questo emendamento, che prevede l'autonomia delle Leghe professionistiche, è stato riformulato dopo aver raggiunto un accordo in maggioranza e aver ottenuto il parere positivo del Mef.
L'opinione di Mulè
L'onorevole Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati, ha commentato la lettera di UEFA e FIFA sul provvedimento sull’emendamento relativo al decreto Sport voluto dal ministro Andrea Abodi. Secondo Mulè, l'emendamento cambierà gli equilibri che sono rimasti invariati per 20 anni. Ha sottolineato che se una componente di una Federazione ha un peso economico straordinariamente importante rispetto alle altre, allora deve avere una rappresentanza maggiore.
Il peso delle leghe nelle federazioni sportive
L'emendamento Mulè prevede un maggiore peso alle leghe professionistiche, che avranno diritto a un’equa rappresentanza negli organi direttivi delle federazioni. Questa rappresentanza terrà conto del contributo economico apportato al relativo sistema sportivo. L'emendamento è stato approvato giovedì 11 luglio dalla commissione cultura, scienza e istruzione di Montecitorio.
Le parole di Malagò
Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha commentato l’eliminazione dell’Italia a EURO 2024 e l’emendamento Mulè. Ha espresso la sua delusione per la prestazione dell'Italia all'Europeo, sottolineando come la squadra abbia giocato male e come la sconfitta sia stata particolarmente amara. Ha inoltre parlato della lettera congiunta di FIFA e UEFA in merito all’emendamento Mulè.




