Elisa Longo Borghini domina ancora il Giro d’Italia Women: il bis storico a Imola

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Imola, 13 luglio 2025 – Non c’è due senza tre, ma per Elisa Longo Borghini basta già il bis. La ciclista piemontese ha scritto un altro capitolo della sua carriera trionfale, confermandosi campionessa del Giro d’Italia Women per il secondo anno consecutivo, un traguardo che pochi, nel ciclismo femminile italiano, possono vantare. L’ultimo atto della corsa rosa si è consumato sull’asfalto dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, dove Longo Borghini, pur non vincendo la tappa, ha chiuso al quarto posto, sufficiente per custodire quel primato strappato alla svizzera Marlen Reusser nella drammatica frazione del Monte Nerone.

Quella che sembrava una sfida all’ultimo respiro si è trasformata, nell’ultima giornata, in una prova di maturità agonistica. Dopo aver conquistato la maglia rosa nella penultima tappa – grazie a un’azione astuta in discesa, in tandem con Silvia Persico – la corridora della UAE Team ADQ ha amministrato il vantaggio con freddezza, evitando rischi inutili e lasciando alla Reusser il successo parziale della volata finale. Un approccio tattico che dimostra come, oltre al talento, Longo Borghini abbia ormai assimilato l’arte della gestione delle grandi corse a tappe.

"Le mie compagne mi hanno ispirata", ha ripetuto più volte in conferenza stampa, sottolineando il ruolo determinante della squadra in questa vittoria. Un riconoscimento doveroso, considerando che, a differenza dell’edizione precedente – quando dominò dall’inizio alla fine, resistendo agli assalti della campionessa del mondo Lotte Kopecky – quest’anno la sfida è stata più articolata. Senza vittorie di tappa, ma sempre presente nei posizionamenti di vertice, la piemontese ha costruito il successo con pazienza, sfruttando quel colpo di reni sul Monte Nerone che ha ribaltato i pronostici.

Quella discesa audace, quel attacco a sorpresa prima della salita finale, sono diventati il simbolo di un Giro che, nonostante l’assenza di trionfi intermedi, ha consacrato ancora una volta la sua regolarità. E se nel 2024 aveva impressionato per la capacità di difendere il primato, stavolta ha dimostrato di saperlo conquistare quando contava.

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