Un francobollo per Umberto Veronesi, a cent'anni dalla nascita

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È stato presentato oggi, nella sede della Fondazione che porta il suo nome, il francobollo ordinario che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emesso per celebrare il centenario della nascita di Umberto Veronesi. L’annullo postale, il quale appartiene alla serie tematica “i Valori sociali”, si configura come un tributo ufficiale all’operato di uno dei più illustri oncologi italiani, la cui eredità scientifica e intellettuale continua a permeare la ricerca e il dibattito pubblico. Con una tiratura fissata in duecentomila-venticinque esemplari e un valore tariffario di tipo B, l’emissione filatelica, che è avvenuta in data 28 novembre 2025, non intende essere un mero ricordo ma piuttosto la conferma di un pensiero ancora estremamente attuale.

Il ricordo familiare e l'eredità scientifica

Tra le mura domestiche, il ricordo di Umberto Veronesi permane vivido e tangible, come ha recentemente ricordato la moglie Sultana Razon, conosciuta in famiglia con il vezzeggiativo di Susy. “Parliamo sempre di lui come se fosse ancora qua”, ha affermato, sottolineando quanto la sua presenza ideale continui a essere un punto di riferimento per l’intero nucleo familiare. Accanto a lei, i figli Alberto e Paolo Veronesi portano avanti, ciascuno nel proprio ambito – l’uno nella direzione d’orchestra, l’altro nella guida dell’Istituto Europeo di Oncologia – quell’impegno verso la cultura e la scienza che fu il faro dell’esistenza del padre. Una continuità, questa, che travalica la sfera privata per proiettarsi in un orizzonte collettivo, dove l’insegnamento di Veronesi rimane una bussola per molti.

Veronesi raccontato ai più giovani

La figura del celebre scienziato, la cui portata innovativa non si è limitata alla sola pratica clinica ma ha abbracciato una visione etica della medicina, è recentemente approdata anche nel mondo dell’editoria per ragazzi. La collana “Lampi di genio” di Luca Novelli, edita da Editoriale Scienza, gli ha infatti dedicato un volume dal titolo “Umberto Veronesi e il nemico numero uno”, accostandolo a personalità del calibro di Charles Darwin e Rachel Carson. L’autore, come ha dichiarato, ha percepito la responsabilità di dover trasmettere ai più giovani non solo i traguardi professionali dell’oncologo, ma anche quel suo peculiare “pensare positivo”, quella gentilezza risoluta con cui seppe affrontare e combattere la malattia, considerata alla stregua di un avversario da sconfiggere con determinazione e rigore.

Un'eredità che va oltre il simbolo

Il francobollo, dunque, pur costituendo un riconoscimento formale di alto valore simbolico, rappresenta soltanto l’ultimo dei tasselli di una memoria che si mantiene viva e operante. Esso fissa su carta-valore l’effigie di un uomo che ha speso la propria esistenza nella lotta contro il cancro, lasciando un’impronta indelebile nel panorama sanitario globale. La sua filosofia, basata sull’umanizzazione delle cure e sull’importanza della prevenzione, continua a ispirare medici e ricercatori, dimostrando come il suo lascito più prezioso non risieda tanto nei riconoscimenti ufficiali, per quanto prestigiosi, quanto piuttosto nell’applicazione concreta dei suoi principi, i quali hanno contribuito a salvare innumerevoli vite e a cambiare il modo di concepire l’oncologia.

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