Maserati, un francobollo per il tridente che corre da cent’anni
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Redazione Economia
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Nella Sala degli Arazzi di Palazzo Piacentini, quella che ospita il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, si è tenuta la cerimonia di presentazione – con tanto di annullo filatelico – di nove francobolli ordinari che appartengono alla serie “Le Eccellenze del sistema produttivo ed economico”. Li riservano a marchi italiani che hanno superato il secolo di vita, e tra questi spicca il Tridente della Maserati, il quale fece la sua prima comparsa nel 1926 sulla Tipo 26, proprio in occasione della Targa Florio. La miniatura filatelica, dunque, celebra non soltanto l’iconico simbolo, ma anche la prima vittoria in una competizione sportiva, legando la carta valori alla leggenda dell’automobilismo delle origini.
L’annullo che vale come un sigillo industriale
L’evento romano, organizzato nella sede che sovrintende alla promozione del patrimonio produttivo nazionale, ha messo in fila accanto a Maserati altri otto brand altrettanto longevi: un riconoscimento, questo, che il sistema postale italiano riserva a quelle realtà le quali hanno saputo attraversare interi decenni senza perdere la capacità di innovare. Del resto, il Tridente – lo si vede bene sulle vetture che ancora oggi solcano le strade e i circuiti – continua a essere uno degli emblemi più riconoscibili al mondo, e la sua riproduzione su un francobollo ordinario lo trasforma in un oggetto da collezione per i filatelici, oltre che per gli appassionati del motorsport. Nessun dettaglio tecnico sulla tiratura è stato reso noto, ma la cerimonia ha restituito l’idea di un’istituzione – il Ministero – che intende puntare i riflettori su quelle eccellenze le quali, senza troppa retorica, hanno costruito il tessuto economico del Paese.
Un tourbillon per cento esemplari, tra Ginevra e Modena
Se il francobollo rappresenta l’omaggio istituzionale, la partnership con la maison svizzera Bianchet – quella con sede a Neuchâtel – ne costituisce la declinazione più esclusiva e, oserei dire, meccanica. Le due realtà hanno presentato nelle scorse ore una collaborazione fondata su valori che si sovrappongono con naturalezza: la bellezza senza compromessi, il rigore nella costruzione, la cultura del dettaglio e quella tensione costante verso un’eleganza la quale non rinuncia mai alla sostanza. Da questo incontro è nato l’UltraFino Maserati, un orologio Flying Tourbillon che esiste in sole cento unità, ciascuna delle quali incarna il dialogo tra l’alta ingegneria automobilistica italiana e la tradizione orologiera elvetica.
L’anteprima ginevrina e il filo rosso della precisione
Lo hanno svelato in anteprima al Watches and Wonders 2026 di Ginevra, la fiera dove l’orologeria d’alta gamma mostra i suoi segreti meglio custoditi. L’edizione limitatissima – quei cento esemplari unici – lo trasforma in un oggetto di desiderio per chi non separa il concetto di lusso da quello di funzionalità assoluta. E non è un caso, se si pensa che la Tipo 26, nel ’26, impose all’attenzione generale un marchio il quale, cent’anni dopo, può contare sia su un francobollo emesso dallo Stato sia su un tourbillon svizzero. Resta, sullo sfondo, la sostanza di sempre: la meccanica che diventa arte, senza mai smettere di essere, prima di tutto, meccanica.




