Il Torino riabbraccia Pellegri: il ritorno in gruppo e il rebus dell'attacco di Abate

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SPORT Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Sport Redazione Sport   -   Il ritorno di Pietro Pellegri nelle cronache quotidiane del Filadelfia porta con sé quel misto di nostalgia, speranza e rassegnazione che solo le storie d’amore e di talento incompiuto sanno regalare al popolo granata. L'ex Genoa ha calcato nuovamente il campo dopo l’ennesimo calvario, la seconda rottura del legamento crociato nel giro di un anno e mezzo, e porta sulle spalle le fatiche personali di un ragazzo che non ha ancora compiuto venticinque anni ma sembra aver già vissuto tre vite calcistiche.

La situazione di Pellegri

Pellegri è tornato ad allenarsi parzialmente in gruppo nelle scorse settimane e conta di rientrare a tempo pieno con i compagni in vista della ripresa del campionato. L’attaccante classe 2001 non è ancora mai sceso in campo in questa stagione, né in amichevole né in gare ufficiali, dopo il lungo recupero dall’intervento al ginocchio destro. La sosta per le nazionali può consegnare ad Abate un attaccante in più, con il tecnico che medita di passare alla doppia punta.

Per Pellegri, tuttavia, i numeri degli ultimi anni raccontano di una continuità mai trovata: con il Torino ha segnato appena 6 gol in 55 presenze complessive, mentre nella parentesi all’Empoli prima dei nuovi problemi fisici aveva realizzato 3 reti in 11 presenze di Serie A e 3 in 12 di Serie B.

Il ritorno in Nazionale

Era ancora un teenager quando, quasi sei anni fa, l’11 novembre 2020, il ct Roberto Mancini lo fece debuttare in Nazionale maggiore a Firenze, dove entrò dalla panchina al posto dell’infortunato Kevin Lasagna al 72’ della gara amichevole vinta 4-0 contro l’Estonia. Allora Pellegri giocava nella Ligue 1 francese al Monaco, che lo acquistò dal Genoa per 21 milioni di euro.

A fine stagione tornò in patria trasferendosi in prestito al Milan, ma già a gennaio del 2022 fu girato con la stessa formula al Torino, che lo riscattò per 4 milioni di euro e poi lo prestò per due stagioni all’Empoli, da dove nello scorso mercato estivo è tornato in granata dopo l’ennesimo grave infortunio al legamento crociato del ginocchio.

Il rebus della punta

C’era, ovviamente, anche Duvan Zapata ieri pomeriggio al Filadelfia alla ripresa degli allenamenti. Il colombiano si è presentato con un obiettivo ben chiaro in mente: tornare a essere quel centravanti potente, capace di spaventare i difensori avversari con la sua sola presenza in campo e in grado di trascinare il Toro.

In questo inizio di stagione è invece stato sempre a mezzo servizio, Ignazio Abate non ha mai potuto contare sul miglior Zapata: tutta colpa di quel ginocchio sinistro a cui era stato costretto a operarsi due anni fa, dopo il grave infortunio a San Siro nella partita contro l’Inter, quando la diagnosi fu di lesione del legamento crociato anteriore, del menisco mediale e del menisco laterale. Il ginocchio continua a dare problemi fin dall’estate, gonfiandosi sotto sforzo.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.