Ischia, il piano omicida di Antonio Luongo: uccisi il nuovo compagno dell’ex moglie e la madre, poi il suicidio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un pomeriggio di violenza insensata ha sconvolto Forio d’Ischia, dove Antonio Luongo, 69 anni, ha portato a termine una strage premeditata, uccidendo Nunzio Russo Spena, 48enne compagno della sua ex moglie, e Zinoviya Knihnitska, madre di lei, prima di suicidarsi. La dinamica, ricostruita attraverso le indagini, lascia pochi dubbi: quella di Luongo non è stata un’esplosione d’ira improvvisa, ma un piano meticoloso, iniziato con l’appostamento nelle ore precedenti nei pressi delle abitazioni delle vittime.

L’uomo, originario di Pomigliano d’Arco, aveva raggiunto l’isola partendo da Napoli, nascondendo una pistola tra i suoi effetti personali. Obiettivo chiaro: Lyudmyla Velykgolova, sua ex moglie di origini ucraine, in vacanza con la famiglia e il nuovo partner. Li ha trovati nel tardo pomeriggio di sabato, in via Provinciale Panza, davanti a un hotel. Ha aperto il fuoco senza esitazione, colpendo mortalmente Russo Spena e Knihnitska, mentre la Velykgolova è stata raggiunta da sei proiettili, riportando ferite gravissime che l’hanno costretta a un intervento chirurgico d’urgenza e al trasferimento in un ospedale napoletano.

Quel che emerge con chiarezza è l’assenza di segnali premonitori: nonostante l’uomo avesse passato la mattina a osservare i movimenti delle vittime, nessuna denuncia precedente aveva allertato le autorità. Un vuoto che, in questo caso, si è rivelato fatale. La stessa Velykgolova, secondo quanto riportato, aveva sporto denuncia contro Luongo solo poche ore prima della tragedia, senza che ciò bastasse a scongiurare il peggio.

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