Il killer del Cuotto aveva pianificato la strage, l’unica sopravvissuta lotta tra la vita e la morte

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sull’isola d’Ischia, dove l’aria di agosto si confonde ancora con l’odore del mare, lo sgomento per quanto accaduto a Forio non accenna a dissiparsi. Quella che inizialmente poteva sembrare una tragedia dettata da un impulso incontrollabile si è rivelata, invece, una strage meticolosamente organizzata. Antonio Luongo, 69 anni, non ha agito d’istinto quando sabato pomeriggio ha ucciso a colpi di pistola Nunzio Russo Spena, 49 anni, e Zinoviya Knihnitska, 62 anni, prima di rivolgere l’arma contro se stesso.

Lyudmyla Velykgolova, 42enne ucraina e unica sopravvissuta alla sparatoria, versa in condizioni critiche ma stabili al Cardarelli di Napoli, dove è stata trasferita in elicottero dal Rizzoli di Ischia. "Stiamo monitorando costantemente le lesioni riportate", ha spiegato il primario del reparto di Rianimazione, sottolineando come i prossimi due giorni saranno decisivi per il suo quadro clinico.

Dalle indagini emerge un quadro agghiacciante: Luongo, ex marito della donna, aveva pianificato ogni dettaglio, seguendo le vittime prima di mettere in atto quella che gli investigatori definiscono una "missione di morte". Non un raptus, dunque, ma un gesto premeditato, che ha spezzato tre vite e lasciato un’intera isola sotto choc. Le dinamiche, ancora al vaglio della magistratura, confermano che l’uomo aveva studiato i movimenti delle vittime, agendo con un’accuratezza che esclude ogni margine di casualità.

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