Silvia Salis, da atleta olimpica a sindaca di Genova: una vittoria netta per il centrosinistra
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Genova ha scelto la sua prima cittadina, e lo ha fatto senza bisogno del ballottaggio. Silvia Salis, genovese doc, classe 1985, ex martellista e volto noto dello sport italiano, ha conquistato il ruolo di sindaca con oltre il 52% dei voti, superando nettamente il candidato del centrodestra Pietro Piciocchi, fermo al 43%. Un risultato che non solo segna una svolta per la città, ma rappresenta anche una rivincita per una coalizione di centrosinistra che, fino a pochi mesi fa, sembrava incapace di trovare un equilibrio.
Laureata in scienze politiche, Salis ha alle spalle una carriera atletica di alto livello – ha partecipato alle Olimpiadi – e un’esperienza dirigenziale al CONI, dove ricopriva il ruolo di vicepresidente vicaria. La sua candidatura, sostenuta da un’ampia alleanza che includeva Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Verdi e Sinistra, ma anche Azione e Italia Viva, è stata una scommessa vinta. «Dedico questa vittoria a mio padre, che è morto poco prima della campagna elettorale», ha detto la neosindaca, ricordando un uomo che «aveva smesso di votare, ma era rimasto un uomo di sinistra».
Quella di Salis è stata una corsa in salita, ma condotta con un’energia che ha convinto gli elettori. La sua capacità di tenere insieme una coalizione spesso divisa, unita solo dall’obiettivo di sconfiggere il centrodestra, è stata decisiva. Carlo Calenda, leader di Azione, non ha esitato a definirla «una bella vittoria, meritata», sottolineando come la campagna elettorale, «tosta e fra la gente», abbia premiato la sua determinazione.
La tornata elettorale ha visto il centrosinistra trionfare anche a Ravenna, mentre a Matera e Taranto si andrà al ballottaggio con un vantaggio iniziale per la stessa coalizione. Ma è a Genova che il risultato assume un peso politico particolare, considerando che la città era amministrata dal centrodestra con Marco Bucci, di cui Piciocchi era il vice. La sconfitta del fronte avversario, compatto ma insufficiente, conferma un cambiamento di tendenza in un territorio tradizionalmente complesso.




