Mission: Impossible - The Final Reckoning: quando Ethan Hunt è diventato Tom Cruise

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La storia del cinema è costellata di attori che, legati a un ruolo iconico, faticano a liberarsene. Charlie Chaplin e Charlot ne sono l’esempio più antico, ma pochi hanno trasformato un personaggio in un’estensione della propria identità come Tom Cruise con Ethan Hunt. In "Mission: Impossible - The Final Reckoning", ultimo capitolo della saga, non è più chiaro dove finisca l’uno e inizi l’altro. Cruise, che da quasi trent’anni incarna l’agente segreto, ha plasmato Hunt a sua immagine, fondendo la finzione con una dedizione quasi ossessiva alle performance fisiche.

Le sequenze acrobatiche, quelle che hanno reso la serie un punto di riferimento per il cinema d’azione, non sono semplici espedienti spettacolari. La scena subacquea e il salto nel vuoto di questo ultimo film, realizzati senza controfigure, confermano una volontà di superare i limiti che ormai definisce tanto l’interprete quanto il personaggio. A sessant’anni, Cruise continua a spingere il proprio corpo oltre ogni ragionevole aspettativa, accumulando infortuni – fratture, costole incrinate, lussazioni – come se fossero medaglie.

Ma "The Final Reckoning" non è solo la chiusura di un’era per il protagonista. È anche l’inizio per chi, come il ventiquattrenne italiano Edoardo Magliarella, ha visto nel film l’occasione per entrare nel mondo delle grandi produzioni. Originario di Zenson di Piave, il giovane ha lavorato come Visual effects Avid operator, un esordio che pochi possono vantare in un kolossal da 400 milioni di dollari.

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