Tom Cruise e la scena subacquea di "Mission: Impossible", tra fatica e leggenda
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Non basta dire che Tom Cruise, ormai icona delle acrobazie cinematografiche, abbia sfidato ancora una volta i propri limiti. Per l’ultimo capitolo della saga, Mission: Impossible - The Final Reckoning, l’attore ha trascinato per anni il peso – letteralmente – di uno scafandro da cinquanta chili, trasformando una sequenza subacquea in un’impresa che va oltre lo schermo. Lo ha raccontato lui stesso al Tonight Show, spiegando come quella che sembra una semplice infiltrazione in un sottomarino sia in realtà il risultato di una preparazione estenuante, fatta di immersioni, prove fisiche e calcoli meticolosi.
La scena, già definita “leggendaria” dai fan, è solo uno dei tasselli di un film che chiude – almeno per ora – una serie iniziata quasi trent’anni fa. The Final Reckoning, diviso in due parti, riprende le fila lasciate aperte dal precedente capitolo, con l’intelligenza artificiale ribelle che minaccia il mondo e Ethan Hunt alle prese con un’ultima, rischiosa missione. Il regista Christopher McQuarrie, intervistato da Collider, ha svelato che certe sequenze hanno richiesto anni di progettazione, anche se l’ipotesi di una “corsa nello spazio” – circolata tra i rumor – è stata scartata.
Intanto, per celebrare l’uscita al cinema del film – prevista per il 22 maggio – il Giro-E ha organizzato una tappa speciale tra Pompei e Napoli, con un team di ciclisti in versione “agenti segreti”. Tra loro, nomi noti come Marco Melandri e Andrea Lo Cicero, in un omaggio che unisce sport e spionaggio.




