Tom Cruise conquista Cannes con l’ultima "Mission impossible", tra azione e filosofia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Felice, rilassato, gioioso: così Tom Cruise ha preso possesso del red carpet del Festival di Cannes 2025, mercoledì 14 maggio, presentando Mission: Impossible – The Final Reckone, l’ottavo capitolo della saga diretta da Christopher McQuarrie. Un film che, più che una semplice conclusione, si configura come una retrospettiva di sé stesso, un catalogo di greatest hits in cui trovano spazio le maschere, le esplosioni, gli amici di sempre e, soprattutto, le acrobazie che hanno reso Cruise un’icona dell’azione.
A differenza di tre anni fa, quando fece il suo ingresso sulla Croisette in elicottero, questa volta l’attore ha optato per un arrivo più discreto, senza rinunciare però al carisma che lo contraddistingue. Il pubblico, dal canto suo, non ha mancato di applaudire una pellicola che, pur mantenendo intatta l’adrenalina delle sequenze mozzafiato, introduce una riflessione inedita: la minaccia non è più un terrorista o un’organizzazione segreta, ma un’intelligenza artificiale chiamata l’Entità, capace di manipolare la realtà e mettere gli uomini gli uni contro gli altri.
La trama, che vede Ethan Hunt alle prese con un nemico invisibile e onnipresente, costringe lo spettatore a interrogarsi su temi come la verità e la manipolazione, in un’epoca in cui «il mondo sta cambiando e le guerre sono in arrivo». Eppure, nonostante questa dimensione filosofica, il film non tradisce le aspettative degli appassionati: Cruise sfida ancora la gravità, le battute rimangono scolpite nel marmo e lo spettacolo è assicurato.




