Corpo di Federica Torzullo trovato sepolto nell'azienda del marito: Claudio Carlomagno in carcere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una mano che emerge dal terreno, nella fredda luce di una mattina di gennaio, ha posto fine alle ricerche di Federica Torzullo, la quarantunenne scomparsa da Anguillara Sabazia il 9 gennaio. I carabinieri, coordinati dalla procura di Civitavecchia, hanno rinvenuto il della donna all’interno della sede operativa dell’azienda di trasporti di via comunale di San Francesco, di cui è titolare il marito, Claudio Carlomagno. Il luogo del ritrovamento, che ospitava i camion della ditta, si è rivelato essere la sua tomba, dopo che per nove giorni il cadavere è rimasto a contatto con la terra, in uno stato di decomposizione avanzata ma ancora integro.

Le indagini e le prove raccolte dagli investigatori

Il ritrovamento, che segue di un giorno l’arresto del marito con l’accusa di omicidio volontario, rappresenta l’epilogo tragico di un’inchiesta complessa, le cui prove si sono accumulate con rapidità e dettaglio impressionante. Già nella giornata di ieri, infatti, i militari del nucleo investigativo e i colleghi del RIS avevano rinvenuto tracce ematiche in una serie di luoghi cruciali, dagli abiti da lavoro di Carlomagno all’interno dell’abitazione coniugale, dalla sua autovettura a una cava, fino al mezzo meccanico presente nella stessa azienda dove poi è stato dissepolto il. Una scia, quella del sangue, che gli investigatori considerano inequivocabile.

La ricostruzione del procuratore Liguori e le incongruenze

A chiarire la posizione dell’accusa, il procuratore capo Alberto Liguori ha sottolineato come «la gravità indiziaria raccolta nel corso delle indagini si concentri in via esclusiva all’indirizzo del coniuge», superando, a suo dire, «la soglia della precisione e della concordanza». L’alto magistrato ha definito «incongruente» la versione dei fatti fornita da Claudio Carlomagno, sia al momento della denuncia di scomparsa che in sede di interrogatorio, lasciando intendere che le dichiarazioni dell’uomo non reggessero al confronto con la materialità delle evidenze scientifiche e investigative raccolte.

La scena del crimine e la dinamica dell'omicidio

Sebbene i dettagli non siano ancora tutti di dominio pubblico, gli inquirenti lavorano sulla base di una precisa ricostruzione, che colloca l’omicidio all’interno della camera da letto della coppia, precisamente in una cabina armadio. Un luogo domestico e intimo, trasformato in teatro di un delitto, dopo il quale sarebbero iniziate le complicate operazioni per occultare il cadavere e, secondo l’accusa, per tentare di depistare le indagini attraverso un attento inquinamento della scena del crimine, azione che non è riuscita a cancellare le impronte biologiche lasciate dall’autore.

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