Idillio tra Merz e von der Leyen su migranti, riarmo e dazi: la Germania torna al centro dell’Ue
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Redazione Esteri
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«Per me qui è un ritorno a casa». Con queste parole, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sottolineato l’importanza della sua visita a Bruxelles, terza tappa di un tour europeo iniziato a Parigi e proseguito a Varsavia, prima dello sbarco previsto a Kiev. Un itinerario fitto di incontri, che lo ha visto confrontarsi con i vertici istituzionali – dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen al premier portoghese Antonio Costa, fino al segretario generale della Nato Mark Rutte – con l’obiettivo di rilanciare il ruolo della Germania nell’Unione.
Al centro dei colloqui, la volontà di rafforzare il patto franco-tedesco attraverso la creazione di un “consiglio di difesa e sicurezza congiunto”, strumento che dovrebbe garantire una maggiore cooperazione militare tra i due Paesi. Merz, che ha ereditato un governo fragile dopo mesi di instabilità, punta a imprimere una svolta netta: priorità alla spesa per la Difesa, alla protezione delle industrie europee attraverso dazi mirati e a una gestione più rigida dei flussi migratori. «Il debito comune in Ue deve restare un’eccezione», ha ribadito durante la conferenza stampa con Costa, chiudendo la porta a ulteriori allentamenti delle regole di bilancio.
«Ci saranno divergenze, ma ne parliamo in modo costruttivo», ha ammesso il cancelliere, riferendosi alle tensioni con alcuni Stati membri, tra cui la Francia e i Paesi nordici, sulla questione del ricorso al debito comunitario. Pur riconoscendo le eccezioni del passato – come i fondi per la ripresa post-pandemia – Merz ha insistito sulla necessità di non normalizzare questo strumento, difendendo la linea tradizionale di Berlino.
Sul fronte diplomatico, il nuovo esecutivo tedesco guarda oltre i confini europei. Merz ha espresso l’auspicio di una tregua «a breve» in Ucraina, senza però rinunciare a una chiamata diretta al premier israeliano Benjamin Netanyahu, segno di un approccio più attivo alla politica estera. Intanto, la sinergia con von der Leyen appare evidente: entrambi condividono l’idea di un’Europa più protetta, militarmente ed economicamente, pronta a difendere i propri interessi senza dipendere eccessivamente da alleati terzi.




