Olimpiadi di Milano Cortina, il giorno delle decisioni: curling e hockey scrivono la storia azzurra
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Redazione Sport
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Dopo l'esplosione di gloria di ieri, coronata da sei medaglie, la nona giornata dei Giochi Olimpici di Milano Cortina si presenta come un intricato mosaico di sfide, alcune delle quali decisive per il prosieguo del percorso azzurro. L'atmosfera, carica di aspettative, si concentra in particolare sul ghiaccio del palazzetto del curling, dove Stefania Constantini e Sebastiano Arman, già sicuri dell'accesso al turno successivo, affrontano la formazione statunitense in una gara dall'esito determinante per il tabellone delle semifinali. Una vittoria, infatti, condannerebbe gli avversari a un immediato re-match pomeridiano, mentre una sconfitta aprirebbe la porta a un confronto con la temutissima squadra della Gran Bretagna. L'esordio, in ogni caso, non è stato dei più fluidi: al termine del primo end, gli azzurri, pur non brillando, hanno limitato i danni concedendo un solo punto, un margine minimo che lascia tutto in bilico per le manche successive.
Lo sci alpino chiama alla prova di squadra e lo snowboard punta al cielo
Sulle nevi delle piste alpine, intanto, prende il via una competizione che esalta lo spirito di la combinata a squadre maschile, che fonde in un'unica prova la velocità della discesa libera e la tecnica dello slalom. Dopo la prima frazione, quella veloce, la coppia formata da Franzoni e Vinatzer guida provvisoriamente la classifica, posizionandosi al primo posto e proiettando un'ombra di favorevolissimo auspicio per la fase tecnica. Non altrettanto bene, invece, è andata alla formazione composta da Paris e Sala, staccata e relegata al quinto posto, mentre Casse e Saccardi devono accontentarsi della dodicesima piazza, un distacco che renderà la rimonta nello slalom particolarmente ardua. Parallelamente, sulle gobbe del parco del freestyle, l'attenzione si volge verso Gasslitter, atleta che cerca di trasformare in metallo prezioso le sue acrobazie nello slopestyle, disciplina dove l'equilibrio tra stile e rischio decide tutto.
Il trionfo delle hockeyiste e i primi scorrimenti sulla pista di ghiaccio
Mentre si attende il responso del curling, un boato di gioia ha già scosso un altro tempio del ghiaccio, quello dedicato all'hockey femminile. Contro ogni pronostico, e superando una nazione di grande tradizione come il Giappone con un perentorio 3-2, la Nazionale italiana ha scritto una pagina indimenticabile, centrando per la prima volta nella sua storia l'accesso ai quarti di finale olimpici. Un traguardo epocale, che non arriva per caso ma certifica un percorso di crescita metodico e continuativo, frutto di un lavoro lungimirante portato avanti negli ultimi cicli. Sul fronte degli sport di scorrimento, invece, si sono messi in luce alcuni debutti: Vigl ha calpestato il ghiaccio del pattinaggio di velocità, mentre Hofer ha affrontato le curve dello slittino in femminile. Nello skeleton, infine, Bagnis ha stupito tutti siglando il miglior tempo nella prima sessione di prove ufficiali, un segnale promettente in vista della gara vera e propria, mentre le atlete italiane devono per il momento inseguire.
Un palinsesto fitto che promette altre emozioni
Il programma della giornata, denso e variegato, promette dunque altre ore di pura adrenalina, con l'Italia chiamata a difendere e possibilmente ad accrescere il suo bottino di medaglie. Dalle pietre di granito che scivolano con precisione millimetrica, alle lame dei pattini che solcano la pista a tutta velocità, fino alle discese mozzafiato sugli sci e agli atterraggi spericolati sugli snowboard, ogni disciplina contribuisce a tessere la narrazione di queste Olimpiadi. Senza dimenticare, sullo sfondo, il peso politico e simbolico di un'edizione dei Giochi che si svolge sotto la presidenza di Donald Trump, un contesto internazionale che aggiunge ulteriori riflessi a un evento già di per sé carico di significati.




