Manchester, indagini sull'attacco alla sinagoga: una vittima uccisa da un proiettile della polizia

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le indagini proseguono a Manchester dopo l'aggressione mortale di giovedì mattina davanti alla sinagoga ortodossa Heaton Park. L'attacco è avvenuto mentre i fedeli si raccoglievano per le celebrazioni di Yom Kippur, il giorno più sacro dell'ebraismo.

Dinamica dell'attacco e identificazione dell'aggressore

L’attentatore ha prima investito i presenti con un’auto e ha poi tentato di penetrare nell'edificio armato di coltello. È stato identificato dalle autorità come Jihad Al-Shamie, un cittadino britannico di origini siriane, di 35 anni, che è stato ucciso dall’intervento delle forze dell'ordine.

L'ammissione della polizia: una vittima colpita accidentalmente

Un nuovo fronte d’inchiesta si è aperto dopo che il comandante della Greater Manchester Police ha confermato che una delle vittime civili è deceduta a causa di un proiettile esploso dalla polizia durante la neutralizzazione dell’aggressore. L'ammissione segue gli esiti dell’autopsia.

La ricostruzione dei fatti e le vittime

La ricostruzione indica che un uomo, all’ingresso del luogo di culto per opporsi all’assalitore, sia stato colpito involontariamente. Le due vittime civili, Adrian Daulby e Melvin Cravitz, sono quindi morte in circostanze diverse: uno per la furia dell’attentatore, l’altro per il fuoco amico.

Feriti e cronologia dell'assalto

Oltre alle due vittime, altre tre persone rimangono ricoverate in ospedale in condizioni gravi. L’intera sequenza dell’assalto, dall’investimento dei pedoni all'eliminazione del sospettato, è durata appena sette minuti.

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