La tragica morte di Vania Vettorazzo durante una lezione di pilates
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Redazione Interno
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Un malore improvviso e fatale ha stroncato la vita di Vania Vettorazzo, studentessa universitaria di ventuno anni, mentre partecipava a una lezione di pilates insieme alla madre in una palestra di Dosson, frazione di Casier nel Trevigiano. La giovane, descritta dalla famiglia come sana e sportiva, aveva ottenuto il certificato medico di idoneità all’attività fisica appena due mesi prima della tragedia, circostanza che rende la sua scomparsa ancor più incomprensibile per i familiari. Dopo aver accusato una gravissima difficoltà respiratoria, esclamando «Mamma, non respiro», si è accasciata a terra senza riuscire a reagire nonostante i tempestivi soccorsi, che l’hanno trasportata d’urgenza in ospedale dove è spirata poco dopo.
Gli sviluppi delle indagini e il percorso della giovane
Le autorità sanitarie e giudiziarie, alle quali spetta il compito di accertare le precise cause del decesso, stanno vagliando ogni ipotesi, considerando anche la possibilità di una patologia cardiaca non diagnosticata, sebbene la giovane non avesse mai manifestato problemi di salute. Vania, originaria di Preganziol, frequentava il corso da circa quattro mesi e si sarebbe dovuta laureare in Statistica all’Università di Padova entro un anno, con il progetto di intraprendere in seguito un’esperienza all’estero. I suoi sogni e le sue aspirazioni, che sembravano concretizzarsi nel prossimo futuro, si sono infranti in un istante di ordinaria normalità, durante una consueta attività fisica.
Il contesto e le reazioni immediate
L’episodio, verificatosi in un pomeriggio apparentemente come tanti, ha gettato nello sgomento i presenti in palestra, costretti ad assistere impotenti al rapido aggravarsi delle condizioni della studentessa. La madre, che si trovava al suo fianco, ha lanciato l’allarme mentre la figlia, già in preda alla crisi, cercava invano di riprendere fiato. Gli operatori del 118, giunti sul posto in tempi rapidi, non sono riusciti a stabilizzarne le funzioni vitali, avviando così un trasporto in codice rosso verso la struttura ospedaliera più vicina. La dinamica, per quanto chiara nella sua sequenza temporale, lascia aperti numerosi interrogativi medici che solo un’autopsia, disposta dal procuratore di turno, potrà sciogliere.
L’impatto sul territorio e le questioni aperte
La scomparsa di una ragazza così giovane e in apparente pieno benessere solleva, al di là dell’inevitabile cordoglio, riflessioni sulla prevenzione e sui controlli medici per l’attività sportiva non agonistica, tema su cui la comunità scientifica continua a dibattere. La palestra, come accade in simili frangenti, ha temporaneamente sospeso le sue attività in segno di lutto, mentre i compagni di università e gli amici hanno iniziato a ricordarla attraverso i social network, dipingendo il ritratto di una persona solare e determinata. La vicenda, per la sua natura improvvisa e tragica, rimanda ad altri casi di cronaca, purtroppo non isolati, che hanno visto giovani atleti o semplici appassionati di fitness soccombere a malori fulminei durante lo svolgimento di un’attività fisica ritenuta sicura.




