Magistrati in pensione difendono la Costituzione contro il centrodestra

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I magistrati in pensione, tra cui Vittorio Borraccetti, Gian Carlo Caselli, Beniamino Deidda e Gabriella Luccio, hanno lanciato un appello due giorni fa, raccogliendo oltre 150 firme, per difendere la Costituzione dalle leggi del centrodestra e per sostenere i colleghi vittime di attacchi sempre più frequenti e inqualificabili di profilazione e dossieraggio. La preoccupazione principale, che serpeggia tra le toghe alla vigilia dell'assemblea straordinaria di Bologna convocata per martedì 5 novembre, è che la politica non si limiti più ad attaccare solo i pubblici ministeri, ma vada oltre, mettendo nel mirino anche i giudici.

L'assemblea, convocata con urgenza dalla giunta esecutiva dell'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) emiliano-romagnola, intende manifestare solidarietà ai giudici bolognesi, tra cui Marco Gattuso, presidente del collegio, che sarebbero stati presi di mira per una sentenza sgradita al governo, con tanto di vita privata passata al setaccio. Alla conferenza stampa sarà presente anche il presidente nazionale dell'ANM, Giuseppe Santalucia, che ha denunciato crescenti pressioni e attacchi personali da parte del governo e della maggioranza.

Al centro dello scontro tra politica e magistratura ci sono la recente riforma della giustizia e la difesa dell'indipendenza del potere giudiziario. I magistrati denunciano interferenze politiche e intimidazioni mirate, mentre il governo continua a sostenere la necessità di riformare il sistema giudiziario per renderlo più efficiente e trasparente. Tuttavia, le tensioni tra le due parti hanno raggiunto livelli senza precedenti, con critiche e tensioni che si sono intensificate negli ultimi mesi.

L'ANM, attraverso la voce di Santalucia, si è fatta portavoce delle preoccupazioni dell'intera categoria, sottolineando come la politica stia cercando di minare l'indipendenza della magistratura.

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