La Classe G più disturbante di sempre è turchese, cabrio e con 820 cv
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Redazione Economia
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A Monte Carlo, nel contesto luccicante e a tratti surreale del salone “Top Marques Monaco”, si danno appuntamento ogni anno – lo fanno ormai da tempo immemorabile per gli standard del jet set – soggetti con disponibilità economiche talmente elevate da poter considerare un’automobile come un semplice accessorio. È in questa vetrina, la più scintillante del Principato, che Mansory, il tuner tedesco ormai presenza fissa della kermesse, ha scelto di presentare la sua ultima, discussa creatura: la Mansory Azura.
Un fuoristrada decapitato con 820 cavalli
Partendo dalla base della Mercedes-AMG G 63, i tecnici di Brand (Franconia) hanno operato una conversione radicale, rimuovendo il tetto e accorciando le porte per ottenere una cabriolet a due porte dal look inequivocabilmente estremo. Non è, va detto, la prima volta che Mansory decapita una Classe G, ma l’Azura si distingue per una particolarità che non passa inosservata: la carrozzeria, interamente rivestita in una tonalità di turchese talmente vivido da sembrare quasi irreale, regala al fuoristrada un aspetto che molti hanno già definito “disturbante”. Sotto il cofano, però, la sostanza non è affatto disturbante: il V8 biturbo è stato portato a erogare la bellezza di 820 CV, una potenza che trasforma il colosso in una sorta di dragster da salotto, capace di fare a pezzi qualsiasi aspettativa di guida tradizionale.
Il lusso dell’eccesso come marchio di fabbrica
I collezionieri milionari che frequentano la fiera monegasca non cercano certo la sobrietà. Al contrario, vogliono differenziarsi dalla massa, e per farlo si affidano a Mansory, un preparatore che di recente ha partorito lavori talmente controversi da dividere profondamente il pubblico degli appassionati. In un’epoca automobilistica sempre più omologata – dove i modelli tendono a somigliarsi tutti, azzerando ogni slancio individualista – questo tuner preferisce cucire abiti su misura, seppur a costi proibitivi e con risultati che rasentano l’eccesso. L’Azura, a giudicare dagli sguardi dei presenti a Top Marques Monaco, non ha lasciato nessuno indifferente: c’è chi l’ha trovata geniale, chi semplicemente folle.
Design estremo e assenza di compromessi
La trasformazione della Mercedes-AMG G 63 in una due porte cabriolet implica, inevitabilmente, il sacrificio di ogni residua parvenza di praticità. Mansory ne è perfettamente consapevole, e non fa nulla per nasconderlo: l’abitacolo, pur rivestito nei materiali più pregiati, diventa più raccolto, mentre l’assenza del tetto sottolinea la vocazione puramente ludica e ostentativa del mezzo. Non ci sono qui compromessi con il territorio, tanto meno con il comfort da granturismo; esiste solo il desiderio di creare un oggetto di desiderio che gridi, a ogni angolo di strada, la propria diversità. La potenza di 820 CV, del resto, è già di per sé una dichiarazione d’intenti: non serve a scalare dune, ma a divorare l’asfalto con la brutalità di una supercar, il tutto stando seduti a bordo di quella che fino a ieri era considerata una semplice, quadrata “G”.




