L'intolleranza nelle università italiane e l'allarme del ministro Lollobrigida
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Le università italiane sono diventate terreno fertile per l'intolleranza. Gruppi militanti di estrema sinistra, organizzati in maniera sotterranea, emergono con violenza, praticando l'intolleranza sotto la maschera del legittimo dissenso. Occupano piazze, scuole e università, brandendo slogan ereditati dal passato, in particolare dagli anni del terrorismo rosso. Non esitano a confrontarsi fisicamente con la polizia, verso la quale mostrano un'ostilità viscerale.
Proteste anti-Israele e violenza nelle università
Le proteste anti-Israele che agitano i cortei sono guidate da questi gruppi intolleranti. Questi eventi hanno portato a incidenti come quelli di Pisa e all'Università Federico II di Napoli, dove un gruppo di studenti ha impedito al direttore di Repubblica, Maurizio Molinari, di parlare.
Il ministro Lollobrigida e l'allarme sul "squadrismo rosso"
Il ministro Francesco Lollobrigida ha lanciato un allarme in merito a questi eventi. In occasione della ricorrenza del 16 marzo 1978, giorno del rapimento del presidente della Dc Aldo Moro e dell'uccisione dei cinque uomini della sua scorta, Lollobrigida ha parlato di "squadrismo rosso". Ha sottolineato come tollerare l'intolleranza possa essere rischioso e come quanto successo nei nostri atenei possa far precipitare la situazione verso scenari già tristemente noti, come quello degli anni di piombo.
Il rischio di un ritorno al terrorismo
Lollobrigida ha sottolineato come la tolleranza verso l'intolleranza possa essere rischiosa. Consentire quanto successo in questi giorni nei nostri atenei, dove a giornalisti e intellettuali è stato negato il diritto di parola, può far precipitare la situazione verso scenari già tristemente noti, come quello degli anni di piombo. Il ministro ha lanciato un forte monito, sottolineando la necessità di affrontare con decisione questo problema.




