Università italiane riconsiderano la collaborazione con Israele

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   L'Università di Torino e la Scuola Normale di Pisa stanno rivalutando il bando Maeci Italia-Israele, suscitando la contrarietà del ministro dell'Università Anna Maria Bernini.

Mocione per lo stop alla collaborazione

La Normale di Pisa ha approvato una mozione per lo stop alla collaborazione con Israele. Questa decisione segue la presa di posizione dell’Università di Torino, che il 19 marzo ha approvato una mozione che vieta la partecipazione al bando MAECI 2024 di collaborazione con università ed enti di ricerca israeliani. Il Senato accademico della Normale di Pisa ha approvato una mozione presentata dagli studenti, chiedendo al governo, nello specifico a MUR e MAECI, di assicurare alla comunità scientifica che tutti i bandi e i progetti promossi per favorire la cooperazione industriale, scientifica e tecnologica con altri stati rispettino rigorosamente i principi costituzionali.

Reazioni alla decisione

Marco Carrai, console onorario di Israele per Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, ha commentato la richiesta degli studenti poi approvata dal Senato accademico della Normale per rivalutare l’accordo con Israele previsto nel ‘Bando scientifico 2024’ emesso il 21 novembre del 2023. Carrai ha definito "ridicole e vergognose" le motivazioni con le quali la Scuola Normale di Pisa ha deciso di interrompere le collaborazioni in atto con gli atenei israeliani. Secondo l’università, le tecnologie civili oggetto delle collaborazioni potrebbero essere utilizzate da Israele per uccidere le persone a Gaza.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.