Zandvoort, la pioggia rimandata ma il meteo resta il vero jolly delle qualifiche

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Redazione Sport Redazione Sport   -   E invece no, Zandvoort non ha scatenato l'uragano. Per lo meno, non ancora. L'acqua che si è abbattuta sulla pista olandese nell'ultimo giro della Sprint e nei momenti immediatamente successivi al traguardo ha fatto trattenere il fiato a tutti, ma si è trattato di un assaggio, quasi un avvertimento, più che di un vero e proprio diluvio. Il cielo, carico di nubi minacciose, ha giocato a nascondino con i piloti per gran parte della mattinata, senza però trasformarsi in quel fattore destabilizzante che molti temevano e che, a dire il vero, avrebbe potuto regalare spettacolo.

La variabile meteo, in ogni caso, resta la protagonista indiscussa della vigilia delle qualifiche, un jolly che nessuno può permettersi di sottovalutare e che potrebbe rivoluzionare i valori in campo visti finora.

Il meteo come discriminante: numeri e previsioni per le 16

L'appuntamento con la verità è fissato per le ore 16, quando la pista di Zandvoort ospiterà le qualifiche che andranno a definire la griglia di partenza del Gran Premio di domenica. In quel momento, secondo gli ultimi aggiornamenti dei modelli meteorologici, il termometro dovrebbe attestarsi intorno ai 19 gradi, con un cielo che alternerà momenti di sole a velature nuvolose più consistenti. Il dato che fa discutere, però, è un altro: la probabilità di precipitazioni, al momento, si aggira attorno al 20%.

Una percentuale che, sulla carta, non sembra allarmante, ma che in un contesto come quello olandese, con il mare vicino e la famosa imprevedibilità costiera, può trasformarsi in una minaccia concreta da un momento all'altro. La pioggia, insomma, non è attesa come un evento certo, ma la sua semplice possibilità costringe i team a tenere aperti tutti gli scenari strategici, con le gomme intermedie e da bagnato pronte nel box e i cervelli dei tecnici che lavorano a mille per calcolare ogni variabile.

Russell domina la Sprint, la Ferrari c'è e la McLaren risponde

La mattinata aveva già fornito un primo, significativo termometro dello stato di forma delle vetture, con la Sprint Race che ha ricalcato fedelmente l'ordine di partenza. George Russell, scattato dalla pole position della mini-gara, ha gestito la corsa con la sicurezza di un veterano, senza mai concedere ai rivali l'opportunità di un attacco serio. Il pilota della Mercedes ha capitalizzato al meglio la posizione di vantaggio, mettendo in mostra un ritmo che lascia ben sperare per il prosieguo del weekend.

Alle sue spalle, il vero colpo d'occhio è stato il duello a distanza e le prestazioni di due vetture che sembrano aver ritrovato smalto. Charles Leclerc, con la sua Ferrari, ha offerto una prova solida e combattiva, confermando i segnali di crescita visti nelle ultime uscite e tenendo testa a una McLaren che, con Lando Norris, ha dimostrato di essere tornata a livelli di competitività molto alti, riuscendo a contenere gli attacchi di un'Andrea Kimi Antonelli in grande spolvero con la seconda Mercedes.

Zandvoort, pista difficile e trenino annunciato: i sorpassi come bene prezioso

Ma al di là dei tempi e dei distacchi, che come ieri hanno visto i primi quattro piloti racchiusi in meno di un decimo di secondo, è la natura stessa del circuito di Zandvoort a dettare legge. Si tratta di una pista tormentata, certo, ma tutt'altro che banale, un tracciato dalle curve veloci e dalla larghezza ridotta che trasforma ogni sorpasso in un'impresa.

I 24 giri della Sprint Race, in questo senso, hanno confermato le sensazioni del giorno precedente: la difficoltà di avvicinare la vettura che precede e la conseguente tendenza a trasformare la gara in un lungo trenino, rispettoso dell'ordine stabilito al via e con poche variazioni significative.

Le qualifiche di questo pomeriggio, dunque, assumono un'importanza ancora più strategica del solito: la posizione in griglia sarà determinante, forse più che su altri tracciati, e la possibilità di un arrivo della pioggia potrebbe essere l'unico elemento in grado di mischiare le carte e offrire spunti di sorpasso che altrimenti risulterebbero proibitivi.

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