Lollobrigida e la difesa del vino: "Anche l'acqua può uccidere"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, non ha perso l’occasione per ribadire la sua posizione sulla proposta della Commissione Europea di introdurre avvertenze sanitarie sulle etichette delle bevande alcoliche, in particolare del vino. Durante il suo intervento agli Stati Generali del Vino, tenutosi il 17 febbraio, il ministro ha scelto un approccio provocatorio, citando uno studio inglese per sostenere che “l’abuso di acqua può portare alla morte”.

Leggendo da un appunto sul suo smartphone, Lollobrigida ha dichiarato: “L’abuso, avvertono da Londra, può avere conseguenze molto negative, persino pericolose. Anche l’abuso di acqua può uccidere”. Una frase che, seppur tecnicamente corretta – l’iperidratazione è infatti un fenomeno raro ma potenzialmente letale – ha suscitato non poche reazioni per il suo tono apparentemente fuori contesto. Il ministro ha utilizzato questo esempio per criticare la proposta europea, sostenendo che il vino, se consumato con moderazione, non solo non è dannoso ma può addirittura apportare benefici alla salute.

La proposta della Commissione Europea, che mira a informare i consumatori sui rischi legati al consumo eccessivo di alcol, è stata interpretata da Lollobrigida come un attacco alla tradizione vinicola italiana. “Se consumato in quantità giusta, il vino fa bene”, ha ribadito il ministro, difendendo un settore che rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy. Tuttavia, il paragone con l’acqua ha lasciato molti perplessi, alimentando un dibattito che va oltre il tema specifico delle etichette.

Lollobrigida ha elencato i potenziali rischi dell’abuso di acqua, tra cui sudorazione eccessiva, danni cerebrali, problemi cardiaci e renali, fino a casi estremi di morte. Sebbene scientificamente fondati, questi esempi sono stati percepiti come un tentativo di minimizzare i rischi legati all’alcol, un argomento che, a differenza dell’acqua, coinvolge milioni di persone in tutto il mondo.

Il ministro, noto per le sue uscite spesso controverse, ha così trasformato un intervento istituzionale in un momento di dibattito acceso, riaccendendo i riflettori su una questione che divide non solo l’Italia ma l’intera Unione Europea. La proposta di Bruxelles, infatti, non è nuova: da anni si discute su come bilanciare la tutela della salute pubblica con la salvaguardia delle tradizioni culturali e produttive dei Paesi membri.

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