Doppia tragedia a Pistoia, un malore fulminante dopo l’investimento della suocera

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una catena di eventi tragici, concatenati in pochi, fatali attimi, ha spezzato due vite e sconvolto una famiglia nel tardo pomeriggio del 26 dicembre a Pistoia, lungo la via Fiorentina. Liliana Podestà, ottantasette anni, è stata travolta da un’automobile nel momento in cui, insieme al marito, aveva appena parcheggiato l’auto e si accingeva ad attraversare la strada per rientrare nella propria abitazione. A pochi metri di distanza, la nuora Laura Mecheri, cinquantanove anni, assisteva alla scena e, mentre si precipitava per prestare i primi soccorsi, è stata a sua volta colta da un malore improvviso e fatale. La dinamica, ricostruita dagli agenti della polizia municipale intervenuti per i rilievi, delinea una doppia sciagura dove il secondo decesso, per quanto non conseguente all’impatto fisico con il veicolo, è scaturito direttamente dal trauma emotivo di aver visto la suocera investita.

Le indagini e le autopsie disposte dal pm

Il magistrato di turno, per fare piena luce sulle circostanze precise della morte di entrambe le donne, ha già disposto l’esecuzione delle autopsie sui corpi, esami che verranno effettuati nei prossimi giorni. Se per la vittima dell’investimento, la signora Podestà, l’accertamento servirà a definire le cause e le modalità del trauma fisico, l’esame sulla signora Mecheri sarà volto a chiarire la natura del malore che l’ha stroncata, in un contesto che lega indissolubilmente le due morti. Le forze dell’ordine, intanto, proseguono le indagini per ricostruire ogni dettaglio dell’incidente stradale, ascoltando testimoni e analizzando ogni elemento acquisito.

Il dolore straziante di chi resta

Un dignitoso silenzio, interrotto solo da flebili voci segnate dallo stupore e dal dolore, avvolge ora la villetta di famiglia, dove l’ingegner Andrea Giusti si trova a elaborare una perdita doppia e simultanea. “I miei genitori avevano appena parcheggiato, l’auto è ancora lì”, ha raccontato riferendosi al punto lungo la statale, “hanno attraversato per venire a casa e mia madre è stata investita”. Poi, in una successione di istanti che ha dell’inimmaginabile, il secondo dramma: la moglie Laura, cinquantanovenne, è morta accanto a lui dopo essere stata colta da un malore. Una vicenda che, come egli stesso ha sottolineato, ha portato via “insieme, tutto in pochi attimi” sia la madre che la consorte, lasciando un solco profondo di vuoto.

Un lutto che tocca anche il volontariato

La tragedia ha echeggiato ben oltre il perimetro del quartiere Sperone, toccando da vicino anche il tessuto associativo e del volontariato locale, nel quale la famiglia Mecheri-Giusti era profondamente coinvolta. Laura Mecheri stessa operava in questo ambito, così come i figli Alessandro e Eleonora, rendendo il cordoglio non solo privato ma collettivo per quelle reti di solidarietà che ora piangono due delle loro. L’episodio ha riacceso, tra alcuni residenti della zona, un sentimento di rabbia e di preoccupazione per la sicurezza stradale, espresso in modo plateale con uno striscione affisso in strada che recita “Troppo sangue: basta”, a testimonianza di un malessere preesistente e amplificato dalla sciagura.

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