Il crollo di Messina e l'addio ad Alessandra, proseguono le ricerche dei due dispersi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una settimana esatta è trascorsa da quel tragico 30 luglio, quando una palazzina di Pistunina, sulla statale 114 a Messina, è crollata trasformando un'intera comunità in un campo di macerie e di dolore. Sei le vite spezzate da quell'immane tragedia, e tra queste quella di Alessandra Frazzica, ventunenne con un futuro luminoso davanti a sé, sogni da realizzare e la voglia di costruirsi una vita nonostante le difficoltà.

La giovane, che studiava Lingue all'Università di Messina e lavorava per mantenersi agli studi proprio in quel bazar cinese che ora non esiste più, ha ricevuto l'ultimo saluto dalla sua città in una cerimonia che ha toccato le corde più profonde dell'animo collettivo.

L'ultimo saluto in una cattedrale gremita

Il Duomo di Messina si è rivelato troppo piccolo per contenere l'onda di affetto e commozione che ha voluto stringersi attorno alla famiglia della ragazza, in una giornata segnata dal lutto cittadino proclamato dal sindaco Federico Basile. La folla, silenziosa e partecipe, ha invaso la navata centrale e le navate laterali, in un abbraccio collettivo che ha trasformato la cerimonia funebre in un momento di profonda condivisione del dolore.

A officiare le esequie è stato l'arcivescovo di Messina, monsignor Giovanni Accolla, che ha concelebrato il rito insieme a padre Orazio Siani, parroco di Galati S. Anna, e a padre Giovanni Pelleriti, parroco di Pistunina, portando idealmente sul sagrato della cattedrale tutto il peso e la sofferenza di una comunità ferita.

Le parole dell'arcivescovo Accolla

Durante l'omelia, monsignor Accolla ha scelto parole che hanno scavato a fondo nel senso di smarrimento e di ingiustizia che aleggia su questa vicenda, e con un tono pacato ma fermo ha commentato la parabola terrena di Alessandra, descrivendola come una giovane che "cercava sicurezze e ha trovato la morte". Una frase che racchiude in sé tutta l'amarezza per una vita spezzata troppo presto, mentre la città, avvolta da quel silenzio carico di significato, si fermava per rendere omaggio alla più giovane delle vittime della tragedia.

Tra i banchi della Cattedrale, accanto ai familiari sconvolti dal dolore, erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni locali e del mondo accademico, a testimonianza di come la perdita di Alessandra abbia colpito non solo la sfera privata ma l'intero tessuto sociale cittadino.

Le ricerche non si fermano: a chi manca ancora all'appello

Mentre la città piangeva la sua giovane concittadina, a Pistunina l'opera di scavo e di ricerca non si è mai interrotta, perché all'appello dei sopravvissuti mancano ancora i corpi di due dispersi, le ultime vittime di cui si attende il recupero. Si tratta di Santino Magazzù e del cittadino cingalese Lairu Warna-Kulasuriya, che restano intrappolati tra le macerie in un'area di difficile accesso e pericolosità crescente, dove i vigili del fuoco operano senza sosta ormai da sette giorni.

Sul posto è ancora attivo il team USAR (Urban Search and Rescue), affiancato dagli specialisti NBCR (Nucleare Biologico Chimico Radiologico) e dalle unità cinofile, mentre i piloti di droni sorvolano costantemente l'area per rilevare eventuali variazioni nella struttura del cumulo di detriti.

Le operazioni di movimento terra procedono con estrema cautela, perché ogni spostamento di una trave o di un blocco di cemento potrebbe compromettere la stabilità dell'intero fronte di scavo, e gli esperti stanno lavorando su più fronti per mettere in sicurezza l'ambiente circostante e consentire ai soccorritori di agire in condizioni di relativa sicurezza.

I rilievi tecnici condotti dai periti nominati dalla procura stanno intanto cercando di ricostruire la dinamica esatta del crollo, anche se gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle indagini, in attesa di poter completare la mappatura dei detriti e di ascoltare tutti i testimoni oculari che si trovavano nei pressi della palazzina al momento del cedimento.

Il recupero dei due corpi rimane la priorità assoluta per i soccorritori, che continuano a scandagliare metro dopo metro quell'enorme cumulo di macerie nella speranza di portare a compimento il loro doloroso compito e restituire alle famiglie un ultimo, straziante abbraccio.

Il dolore di una comunità e le domande senza risposta

La cerimonia funebre di Alessandra ha rappresentato il primo atto di un lutto collettivo che investe l'intera provincia messinese, e il forte richiamo alla solidarietà emerso durante le esequie ha trovato eco anche nelle parole di ringraziamento che la famiglia della ragazza ha voluto rivolgere a quanti si sono stretti intorno al loro dolore, consapevoli che il ricordo di quella giovane vita non potrà mai essere cancellato.

Mentre il sindaco Basile ha disposto il lutto cittadino per onorare la memoria di tutte le vittime, la macchina investigativa e i soccorsi proseguono in parallelo in un'area che resta off-limits per i cittadini, presidiata dagli agenti della polizia locale e dai carabinieri.

L'attenzione ora è tutta concentrata sugli sviluppi delle ricerche e sulle risultanze delle prime verifiche tecniche, anche se la strada verso una piena ricostruzione della vicenda appare ancora lunga e disseminata di ostacoli, in attesa che la scienza e la giustizia facciano il loro corso su una tragedia che ha segnato indelebilmente il volto di Messina.

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