Influenza australiana 2026-2027: cosa sapere su sintomi, vaccini e circolare del Ministero
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
La stagione influenzale 2026-2027 si avvicina e le sorveglianze internazionali hanno già acceso i riflettori sull’emisfero australe, dove l’influenza ha mostrato un volto decisamente impegnativo. Il virus H3N2, ribattezzato “australiano”, è tornato a circolare con una virulenza che ha sorpreso gli esperti, tanto che in Australia le ospedalizzazioni hanno superato quelle dell’anno precedente, nonostante il numero complessivo di casi sia risultato inferiore.
Un segnale che gli infettivologi italiani hanno preso sul serio, invitando a non sottovalutare l’imminente stagione fredda.
Un virus che cambia volto
L’influenza australiana non è una novità assoluta: si tratta del sottotipo H3N2 del virus influenzale A, così chiamato perché i primi ceppi vengono identificati ogni anno nell’emisfero meridionale durante la loro stagione invernale, anticipando di mesi ciò che poi arriva alle nostre latitudini. La variante K, in particolare, è emersa come protagonista della stagione 2025-2026 in Australia, con un picco di contagi insolitamente tardivo che ha messo in difficoltà i sistemi sanitari locali.
I sintomi ricalcano quelli dell’influenza classica: febbre anche elevata, dolori muscolari e articolari, mal di gola, tosse, raffreddore e una spossatezza marcata che può protrarsi anche dopo la scomparsa della febbre. Nei bambini piccoli possono comparire anche disturbi gastrointestinali, mentre negli anziani l’attenzione deve restare alta per possibili complicanze respiratorie e neurologiche.
La circolare del Ministero e le raccomandazioni vaccinali
Per fronteggiare la stagione in arrivo, il Ministero della Salute ha pubblicato la circolare “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2026-2027”, elaborata con l’Istituto Superiore di Sanità e le Regioni. Il documento conferma la vaccinazione come strumento più efficace per ridurre incidenza, complicanze e ospedalizzazioni, indicando l’offerta per tutte le persone a partire dai sei mesi di vita.
I destinatari principali dell’offerta gratuita e attiva sono i bambini dai sei mesi ai sei anni, le persone di età pari o superiore a 60 anni, le donne in gravidanza e nel post-partum, gli operatori sanitari e le persone con patologie croniche che aumentano il rischio di complicanze. Una novità rispetto allo scorso anno riguarda l’età per la raccomandazione dei vaccini potenziati, abbassata a 60 anni. Per i bambini sotto i nove anni mai vaccinati in precedenza sono previste due dosi a distanza di almeno quattro settimane.
L’Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato nove vaccini per la campagna 2026-2027, con composizioni aggiornate secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tra questi figurano Efluelda, indicato negli adulti dai 60 anni, Fluad adiuvato dai 50 anni, e Fluenz, uno spray nasale destinato ai bambini e agli adolescenti tra i due e i 18 anni. La campagna vaccinale partirà dall’inizio di ottobre, corrispondente alla 40ª settimana dell’anno.
Le incognite della stagione italiana
La circolazione del virus H3N2 in Italia non è un’eventualità remota. Già nei mesi estivi l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ha identificato sedici casi di infezione da questo ceppo tra bambini giunti in pronto soccorso per problemi respiratori, un segnale di come la stagione influenzale tenda ormai a distribuirsi lungo tutto l’arco dell’anno.
Secondo l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettive del San Martino di Genova, il dato australiano che merita maggiore attenzione non è tanto il numero complessivo dei contagi quanto la gravità delle infezioni: “Il numero di ospedalizzazioni, quindi di forme più gravi e impegnative, sembrerebbe addirittura superiore a quello dell’anno precedente”, ha dichiarato all’Adnkronos Salute. Bassetti ha indicato tra i protagonisti attesi della stagione i virus H3N2 e H1N1, ricordando come il secondo abbia già circolato in Italia in agosto.
Sul fronte delle coperture, l’Osservatorio Salute Iqvia ha rilevato che solo un italiano su tre intende vaccinarsi nella prossima stagione, un dato che sale alla metà tra gli over 60. Il Ministero punta a una copertura minima del 75% degli over 65 e a un obiettivo ottimale del 95%, con un’attenzione particolare alle categorie fragili.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
