Putin avverte la Nato sulle possibili ripercussioni dell'uso di F-16 in Ucraina
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Redazione Esteri
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Il presidente russo, Vladimir Putin, ha alimentato la tensione nel conflitto russo-ucraino, portando il mondo a un potenziale punto di non ritorno. Ha ipotizzato attacchi della Federazione in territorio Nato, in particolare se i caccia F-16 dovessero essere forniti all'Ucraina. In caso di loro utilizzo, l'esercito di Mosca si sentirebbe autorizzato a colpirli anche mentre si trovano all'interno di basi del Patto Atlantico.
Vladimir Putin è sempre stato abile nel cavillare con le parole. I suoi "sì, però" hanno caratterizzato gli ultimi vent'anni di rapporti con l'Occidente e la politica estera del Cremlino nella sua interezza. Un perenne equilibrismo sulle parole in modo da non dire mai realmente ciò che è: l'invasione dell'Ucraina così è diventata un'"operazione speciale" per denazificare Kiev, ad esempio.
Putin ha definito "una totale assurdità" l'idea di un attacco alla Nato o all'Europa. Ha sottolineato che la Russia non ha intenzione di attaccare l'Europa o nessun paese della Nato, né la Polonia, gli Stati Baltici o la Repubblica Ceca. Tuttavia, ha avvertito che se l'Occidente fornirà caccia F16 all'Ucraina, allora la Russia li abbatterà “ovunque si trovino”.




