Mosca avverte l’Europa: "Con soldati in Ucraina, scontro diretto con la Nato"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Russia ha ribadito con toni durissimi che qualsiasi presenza di truppe dei Paesi Nato in Ucraina, "indipendentemente dalla bandiera, dalle insegne o dal mandato dichiarato", sarà considerata una minaccia diretta alla sua sicurezza e potrebbe innescare un conflitto aperto con l’intera Alleanza Atlantica. A chiarirlo è stata Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, che ha definito inaccettabile l’ipotesi di un intervento militare occidentale, anche sotto forma di peacekeeping.

Le parole di Zakharova arrivano in un momento di crescente tensione con la Francia, Paese che più di altri ha spinto per un possibile dispiegamento di forze in Ucraina. A complicare ulteriormente il quadro, il recente fermo di una diplomatica russa all’aeroporto di Parigi, episodio che ha scatenato le proteste ufficiali del Cremlino. Intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivelato che almeno 155 cittadini cinesi combattono al fianco delle truppe russe, aggiungendo un tassello inedito al già complesso mosaico del conflitto, che oggi raggiunge il suo 1.142esimo giorno.

Zelensky, senza entrare nei dettagli operativi, ha sottolineato come la presenza di combattenti stranieri – compresi quelli provenienti dalla Cina, tradizionalmente vicina a Mosca – dimostri l’internazionalizzazione del conflitto. Se da un lato Kiev denuncia nuovi attacchi russi nel Donetsk, dall’altro Mosca continua a monitorare con sospetto i movimenti della Nato, interpretando ogni possibile ingresso di soldati occidentali come un’escalation inaccettabile.

Zakharova ha anche fatto riferimento a un recente incontro tra capi di stato maggiore di alcuni Paesi della cosiddetta "coalizione dei volenterosi", svoltosi a Kiev tra il 3 e il 4 aprile, durante il quale si sarebbe discusso di un eventuale intervento franco-britannico nei porti ucraini del Mar Nero, in particolare a Odessa. Se confermato, si tratterebbe di un ulteriore passo verso una militarizzazione del sostegno all’Ucraina, con rischi difficili da calcolare.

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