Kia Sportage TriFuel, l’ibrida che corre sul Gpl regalando oltre 1.500 km di autonomia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dopo averne apprezzato la razionalità sulla sorella Niro, ecco che questa peculiare tecnologia (frutto della collaborazione con il consolidato partner Westport Fuel Systems Italia) approda ora sulla Kia Sportage, il Suv compatto che da sempre rappresenta uno dei pilastri commerciali del marchio coreano nel nostro paese. L’operazione, in realtà, è più complessa di un semplice "doppio binario" alimentare: stiamo parlando della versione denominata TriFuel, la quale fonde in un unico propulsore la gestione elettrica della full hybrid con i serbatoi di benzina e Gpl. Il risultato è un veicolo che sulla carta – e come abbiamo potuto constatare durante questo primo contatto su strada – azzera molti dei tradizionali compromessi legati all’utilizzo del gas, mantenendo una brillantezza che francamente non ci si aspetterebbe da una vettura pensata principalmente per il contenimento dei costi.

Un tripudio di cavalli (quasi) intatti

Sotto il cofano, il cuore pulsante rimane il noto 1.6 T-GDi turbo a iniezione diretta, abbinato a un motore elettrico sincrono alimentato da una batteria agli ioni di litio da 1,49 kWh. La potenza complessiva di sistema raggiunge i 237 CV, uniti a una coppia di 380 Nm; una cifra, quest’ultima, che dista solo due cavalli dalla versione full hybrid “standard” della Sportage, una differenza così esigua da risultare del tutto impercettibile nella guida quotidiana. La presenza del turbocompressore – particolare non trascurabile rispetto al motore aspirato della Niro – garantisce una ripresa decisa, gestita da un cambio automatico a 6 rapporti che nella modalità Sport diventa volenteroso senza risultare mai isterico. L’autonomia, però, è l’asso nella manica: grazie al serbatoio di Gpl da 65 litri (52 litri netti effettivi), posizionato intelligentemente nel doppiofondo senza intaccare più di tanto la capacità di carico, si sommano fino a 650 km a gas a quelli della benzina, sfondando il muro dei 1.500 km complessivi.

Economia di gestione e il fascino della Black Edition

L’aspetto forse più concreto dell’operazione, come è facile intuire, risiede nella gestione dei costi vivi. Con un pieno di Gpl che costa circa 40 euro (contro cifre ben più elevate per analoghi rifornimenti di benzina o diesel), la Sportage TriFuel promette una percorrenza chilometrica talmente alta da renderla una scelta quasi ovvia per chi macina centinaia di migliaia di chilometri in urbano o autostrada. Per celebrare il debutto, la gamma si articola in tre livelli di allestimento: la Business (con un prezzo di partenza che tocca i 40.000 euro), la Style e la nuova ammiraglia Black Edition. Quest’ultima, che abbiamo avuto modo di guidare, si distingue per i dettagli in nero lucido su calotte, barre al tetto, cerchi da 19 pollici e persino per i sedili in Kia Tex Delight (un mix di pelle artificiale e scamosciato) che conferiscono all’abitacolo un’atmosfera decisamente più scura e grintosa rispetto alla media del segmento.

Sensazioni di guida e la leggera cedevolezza laterale

Portare la Sportage TriFuel tra le curve della provincia di Cuneo, dove l’impianto è stato sviluppato, ha restituito sensazioni ambivalenti. Da un lato, la risposta al pedale dello sterzo è precisa, la vettura risulta leggera e piacevolmente reattiva nelle inserzioni rapide, beneficiando della spinta dell’elettrico che riempie i buchi di coppia tipici dei quattro cilindri; la frenata, modulabile e ben assistita dalla rigenerazione, non presenta quella fastidiosa spugnosità che spesso affligge le Full Hybrid. Dall’altro lato, come spesso accade ai Suv tarati per il massimo comfort, l’assetto piuttosto morbido e l’altezza da terra impongono un evidente rollio in percorrenza di curva: la carrozzeria “corica un po’ di lato” se si alza il ritmo, un movimento che ricorda da vicino le sensazioni provate sulla versione a benzina pura, ma che qui viene mitigato dall’insonorizzazione curata che isola l’abitacolo dai fruscii esterni. Si viaggia prevalentemente a Gpl, con il sistema che passa automaticamente al gas dopo la partenza in elettrico; un semplice pulsante sulla console permette di disabilitare l’impianto e tornare alla benzina, ma sostanzialmente non ce n’è motivo visto che le prestazioni rimangono invariate.

Spazio e tecnologia a bordo

L’abitacolo, dove la plancia è dominata dal doppio display curvo da 12,3 pollici, è rimasto sostanzialmente invariato nei volumi. Nonostante la bombola per il Gpl sia collocata sotto il pavimento, la capacità del bagagliaio parte comunque da 587 litri, un valore eccellente che non sacrifica la versatilità del divano posteriore (i cui schienali sono regolabili nell’inclinazione). La scelta di affidarsi alla trasformazione in fabbrica per un full hybrid è una mossa coraggiosa: si perde giusto un paio di cavalli, ma si guadagna una tranquillità psicologica notevole nel sapere di poter attraversare l’Europa con un pieno solo di Gpl e benzina senza mai fermarsi. L’offerta di lancio, poi, propone un TAN 0% che abbassa ulteriormente la soglia d’ingresso, rendendo la Black Edition (che parte da 44.750 euro) un’alternativa concretamente appetibile nel mare magnum dei Suv compatti elettrificati.

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