La classifica Forbes dei paperoni del calcio italiano: Iervolino nella lista, gli Hartono del Como dominano
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Redazione Sport
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C’è anche Danilo Iervolino, il patron della Salernitana, nell’ultima classifica stilata da Forbes relativa ai cosiddetti paperoni del calcio italiano. Il noto giornale specializzato in questioni finanziarie ha aggiornato le sue rilevazioni sui patrimoni dei miliardari globali, e tra questi figurano diversi proprietari di club italiani, a riprova di come il pallone nazionale sia ormai un affare per grandi investitori internazionali. Il fondatore della multinazionale del recruiting e attuale numero uno della Bersagliera, nonostante la sua squadra militi ora in Serie C, si piazza al tredicesimo posto in questa speciale graduatoria nazionale, forte di un patrimonio stimato in 1,2 miliardi di dollari. Una cifra che, a livello globale, gli vale la posizione numero 3017. Iervolino, va detto, non è l’unico proprietario di una squadra di categorie inferiori a comparire in questa elite: al quinto posto, con i suoi 4,5 miliardi di dollari, troviamo infatti Renzo Rosso, patron del Vicenza e fondatore del gruppo Diesel.
La supremazia indiscussa degli Hartono e il podio della Serie A
A dominare la vetta della classifica, staccando di gran lunga tutti gli altri, sono i fratelli indonesiani Robert e Michael Hartono, proprietari del Como. Il loro patrimonio aggregato, che trova origine nel conglomerato Djarum e in massicci investimenti nel settore bancario, raggiunge la stratosferica cifra di 38,5 miliardi di dollari. Robert Hartono, con 19,6 miliardi, occupa la centotrentanovesima posizione nella classifica mondiale di Forbes, mentre il fratello Michael, con 18,9 miliardi, segue poco distante al centoquarantanovesimo posto. Scendendo il podio dei più ricchi legati al calcio italiano, al secondo posto si attesta Dan Friedkin, proprietario della Roma: il tycoon texano, attivo nel settore automobilistico e in quello cinematografico, può contare su una fortuna personale di 11,4 miliardi di dollari che lo colloca al 279° posto nella graduatoria globale. La terza posizione è occupata dalla famiglia Saputo, con il patron del Bologna Joey Saputo e un patrimonio di 6,4 miliardi di dollari (653° nel mondo).
Le grandi piazze e l’ingresso di Cardinale nella lista
Proseguendo nell’analisi dei dati diffusi da Forbes e ripresi da Calcio&Finanza, emergono le posizioni dei principali club delle grandi città italiane. Dopo la scomparsa di Rocco Commisso, è la sua famiglia a ereditare la guida della Fiorentina con un patrimonio di 5,6 miliardi di dollari. Per trovare un nome legato a una delle cosiddette sette sorelle bisogna scorrere fino alla settima posizione, dove John Elkann, amministratore delegato di Exor e figura chiave per il controllo della Juventus, compare con 2,5 miliardi. Subito dietro di lui, all’ottavo posto, Howard Marks, numero uno di Oaktree Capital Management, azionista di maggioranza dell’Inter, con un patrimonio di 2,2 miliardi di dollari. Fa il suo ingresso in classifica, per la prima volta, Gerry Cardinale, fondatore di RedBird Capital Partners e proprietario del Milan: a lui sono attribuiti 1,8 miliardi di dollari, un traguardo che lo piazza al due mila duecentosettantaquattresimo posto mondiale e al decimo in Italia, appena dietro a Giovanni Arvedi della Cremonese.
I granata in compagnia: Percassi e gli ex proprietari del Sassuolo
Nella parte bassa della top ten italiana, quella che precede la posizione occupata da Iervolino, si colloca Antonio Percassi, presidente dell’Atalanta, il cui patrimonio ammonta a 1,3 miliardi di dollari. Subito prima del patron della Salernitana, e appaiati a lui nella stessa posizione numero 3017 a livello mondiale, si trovano Marco e Veronica Squinzi insieme a Simona Giorgetta, eredi e figure di riferimento del Sassuolo, il cui patrimonio è stimato anch’esso in 1,2 miliardi di dollari. Una fotografia, quella scattata da Forbes, che restituisce l’immagine di un calcio italiano sempre più dipendente dalle disponibilità finanziarie dei propri azionisti, dove accanto a colossi come gli Hartono trovano spazio anche imprenditori come Iervolino, capaci di investire capitali a nove zeri pur lontani dai riflettori della massima serie.




