Emergenza caldo nei cantieri: protocollo nazionale e critiche al "caos normativo"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   "Le alte temperature non possono più essere considerate un’emergenza straordinaria da gestire con provvedimenti occasionali". A dirlo è Federica Zini, vicepresidente di Ance Emilia Area Centro, che rappresenta i costruttori edili di Bologna, Ferrara e Modena. La denuncia arriva dopo l’ordinanza regionale che, per fronteggiare l’ondata di calore, ha imposto lo stop alle attività lavorative più esposte dalle 12.30 alle 16. Un provvedimento giudicato inefficace, se non accompagnato da linee guida chiare e durature.

Intanto, il 2 luglio è stato siglato un protocollo quadro tra sindacati e associazioni datoriali per contrastare i rischi legati al clima nei luoghi di lavoro. Il testo, che punta a prevenire danni alla salute dei lavoratori, prevede l’obbligo per le aziende di monitorare le condizioni meteo e adeguare tempestivamente le misure di sicurezza. Non solo: sarà necessario aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi, considerando fattori come il microclima degli ambienti.

A Lecco, la Cgil ha già annunciato un corso di formazione per delegati e RLS in programma l’11 luglio, segno che l’applicazione del protocollo è diventata prioritaria. Ma mentre le parti sociali sembrano trovare un equilibrio, resta aperto il dibattito sulla frammentazione delle norme. "Serve una regia unica, non decisioni estemporanee", ribadisce Zini, evidenziando come il settore edile, tra i più colpiti, necessiti di direttive uniformi.

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