Sinner, la terra rossa è sua: primo finalista a Madrid dopo aver domato Fils

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Jannik Sinner continua a riscrivere, match dopo match, i parametri di quella che ormai si può definire un’era di dominio assoluto, e l’ultimo, splendente tassello di questo mosaico lo ha appena posizionato sulla terra battuta della Caja Magica, dove si è guadagnato il diritto di giocarsi il titolo del Mutua Madrid Open 2026. Il numero uno del mondo, infatti, ha superato con un doppio 6-2, 6-4 il talentuoso francese Arthur Fils (n.25 del ranking e n.21 del tabellone), in una semifinale che, nonostante l’avversario di turno fosse reduce da un percorso netto sulla superficie, non ha mai realmente messo in discussione la supremazia dell’azzurro. È la sua prima finale in carriera nell’impianto spagnolo, un risultato che, per l’altoatesino, ha il sapore di una consacrazione su una superficie, quella rossa, storicamente considerata la più insidiosa per le sue caratteristiche di gioco.

Un primo set da manuale e un secondo set di gestioneL’incontro, della durata di un’ora e venticinque minuti, ha messo in luce due facce differenti del modo di interpretare il tennis da parte del leader del circuito, capace di alternare momenti di pura offensiva a fasi di pragmatica amministrazione del vantaggio. Nel primo parziale, Sinner si è letteralmente divertito in risposta, sentendosi, come ha poi ammesso lui stesso, “veramente a mio agio”-5; ha brekkato l’avversario in due occasioni, sfruttando le incertezze al servizio di Fils – il quale faticava a trovare la profondità e l’angolazione giusta – e chiudendo la frazione in appena 39 minuti con un netto 6.

Il secondo set, invece, ha raccontato una storia lievemente diversa, quella di un Sinner che ha dovuto fare i conti con un Fils rivitalizzato e più coraggioso. Il francese, come ha sottolineato lo stesso italiano nel post-partita, ha alzato sensibilmente la percentuale delle prime palle, riuscendo a tenere testa al numero uno del mondo fino al 4. È stato a quel punto, sul punteggio di 4-4 e 15-15 sul servizio dell’avversario, che l’azzurro ha estratto dal cilindro l’episodio decisivo: un rovescio lungolinea, pescato al termine di uno scambio prolungato, che ha scavato il solco decisivo portandolo sul 5-4 e, di lì a poco, a servire per il match senza mai concedere una palla break nell’intera durata della contesa.

Numeri da fenomeno e l’attesa per il prossimo avversarioCon questo successo, il ventiquattrenne altoatesino ha allungato la propria striscia di vittorie consecutive nel 2026 a quota ventidue, considerando che l’ultima sconfitta risale ormai al torneo di Doha dello scorso febbraio. C’è di più: se si restringe il campo ai soli tornei Masters 1000 – dove Sinner ha già trionfato in questa stagione a Indian Wells, Miami e Monte Carlo – la striscia diventa ancor più impressionante, toccando quota ventisette successi di fila, un’imbattibilità che non si vedeva dai tempi d’oro del “Big Three”. Il dato statistico, per quanto freddo, racconta la concretezza di un giocatore che ha trasformato la continuità nel proprio marchio di fabbrica, mostrando una capacità di adattamento alle condizioni – “erano diverse rispetto ai quarti”, ha spiegato riferendosi probabilmente al vento o all’orario – che è il lusso dei soli fuoriclasse.

Ad attenderlo domenica in finale ci sarà il vincente dell’altra semifinale, un confronto tutto “bionico” tra il tedesco Alexander Zverev, testa di serie numero 2 del torneo (e numero 3 del mondo), e il sorprendente belga Alexander Blockx, rivelazione di questi giorni e numero 69 del ranking. Per Sinner, che ha già avuto modo di incrociare Zverev in passato in finali importanti (come quella recente di Montecarlo), non farebbe differenza: l’obiettivo dichiarato, nella breve intervista a bordo campo rilasciata subito dopo l’ultimo punto, è uno solo. “Sono contento di potermi giocare un altro titolo”, ha dichiarato a caldo il numero uno del mondo, con la voluta tranquillità di chi, ormai, considera questi palcoscenici come il proprio habitat naturale.

La duttilità tattica fa la differenza contro FilsLa partita contro Arthur Fils ha evidenziato un aspetto cruciale del momento attraversato da Sinner: la sua capacità di “vincere anche quando non si sente perfetto”. L’impressione, osservando lo sviluppo del match, è che l’azzurro abbia a disposizione diverse marce e scelga quella giusta in base alle circostanze. Se nel primo set ha giocato con una velocità di palla e una profondità di risposta imbarazzanti per il francese, nel secondo ha optato per una gestione più oculata e strategica.

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