Sinner e quella semifinale mai giocata a Madrid: l’ostacolo Fils tra il numero uno e la finale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   È una di quelle casualità statistiche che il tennis, si sa, regala con una certa frequenza: Jannik Sinner, numero uno al mondo, non aveva mai disputato una semifinale sulla terra rossa del Masters 1000 di Madrid. Fino a oggi, naturalmente, perché l’altoatesino – reduce dal successo in due set contro il diciannovenne spagnolo Rafa Jodar, un talento puro come testimoniano il 6-2 e il 7-6 del quarto di finale – si appresta a scrivere un’altra piccola pagina di storia personale nel torneo spagnolo, l’unico della categoria a mancargli nel suo già ricco palinsesto di finali.

L’appuntamento, fissato per venerdì 1° maggio sul campo Manolo Santana della Caja Magica, lo vedrà opposto al francese Arthur Fils, classe 2004 e attuale numero 17 del mondo; il match, che rappresenta il secondo incontro di una sessione di gioco iniziata alle 13.30, non prenderà il via prima delle 16 (ora italiana), mentre l’altra semifinale tra Zverev e la rivelazione belga Blockx chiuderà il programma serale. Per la cronaca, va ricordato come Sinner fosse stato costretto al ritiro nel 2024 prima dei quarti a causa di un problema all’anca, aggiungendo un alone di superstizione a un tabù che, complice anche la squalifica dello scorso anno, sembrava volesse durare all’infinito.

Al di là della semplice cronaca degli orari – la sfida sarà visibile in esclusiva su Sky Sport Uno e Sky Sport Tennis, oltre che in streaming su Now e Sky Go –, l’aspetto più affascinante del confronto risiede nell’eccezionale momento di forma dei due contendenti. Da una parte, il numero uno del mondo cerca il quinto successo consecutivo in un Masters 1000, un’impresa che neanche Novak Djokovic ha sfornato con questa regolarità: dopo i trionfi a Indian Wells, Miami e Monte-Carlo, Sinner punta a infilare il pokerissimo proprio sulla superficie che fino a qualche anno fa gli era considerata meno congeniale. Dall’altra, c’è Fils, che viene da nove vittorie di fila sulla terra (compreso il titolo a Barcellona), e che in questo 2026 si è preso la rivincita su Lehecka – lo stesso che lo aveva battuto in semifinale a Miami – dimostrando una tenuta mentale di alto livello.

Il precedente unico e le geometrie del “Manolo Santana”

Poco da spulciare negli archivi, a dire il vero, perché esiste un solo confronto diretto tra i due: siamo nel 2023, semifinale del torneo indoor di Montpellier, e fu l’azzurro a spuntarla con un doppio 7-5, 6-2 che però oggi dice relativamente poco, considerando l’evoluzione tecnica di entrambi. Non a caso, il francese – allenato da Goran Ivanisevic, lo stesso guru che guidò Novak Djokovic – si è presentato in conferenza con l’atteggiamento di chi non ha nulla da perdere, dichiarando di sentirsi pronto per un match ad altissima intensità, magari di tre o quattro ore, perché «la condizione fisica per reggere c’è». Parole che fanno pensare a una strategia aggressiva fin dalle prime battute, magari per mettere pressione al servizio di Sinner, come hanno provato a fare – senza riuscirci – Jodar e Bonzi (unico giocatore a strappare un set al numero uno in questo torneo).

Sinner, dal canto suo, arriva all’appuntamento forte di una striscia di ventuno vittorie consecutive, una mole impressionante che gli permette di gestire i momenti complicati senza andare nel pallone: il tie-break vinto per 7-0 contro lo spagnolo Jodar è lì a dimostrare, semmai ce ne fosse bisogno, come il nativo di San Candido possegga un’interruttore mentale che in pochi hanno. La sua semifinale – che sarà trasmessa in diretta anche su Eurosport per il pubblico francese – rappresenta la classica “gabbia” per un giocatore come Fils: se l’allievo di Ivanisevic prova a giocare a specchio, rischia di trovarsi di fronte un muro; se cambia ritmo, rischia di alimentare gli strappi del numero uno.

Il legame sottile tra la classifica e l’assenza di Alcaraz

C’è poi un elemento statistico che pesa, eccome, sull’economia del match: l’assenza di Carlos Alcaraz, fuori gioco almeno fino al Roland Garros, ha trasformato il tabellone di Madrid in una sorta di “autostrada” per Sinner verso la vetta della classifica, sebbene il tennista di Murcia non partecipasse comunque al torneo nemmeno nel 2025. Resta il fatto che il Masters 1000 spagnolo è l’unico, tra quelli disponibili, in cui l’italiano non ha ancora raggiunto la finale: un’anomalia che il suo gioco attuale – fatto di palle profonde, angoli stretti e una trasformazione fisica che lo rende padrone dello scambio – sembra in grado di correggere. Arthur Fils, che nel ranking occupa la venticinquesima posizione (ventunesima testa di serie del seeding), ha dimostrato contro Lehecka di saper tenere il servizio anche nei momenti caldi e di possedere una palla dritta che sulla terra diventa ancora più pericolosa per l’effetto top spin.

Dunque, una semifinale che non è solo un match, ma il laboratorio di due progetti tecnici molto diversi: da una parte la certezza matematica del numero uno, dall’altra l’entusiasmo di chi – come lo stesso Fils ha ammesso – non ha mai vinto un set a Madrid prima di quest’anno e ora si gioca la sua seconda semifinale consecutiva in un Masters 1000 dopo quella persa a Miami. La curiosità, per il pubblico italiano, è capire se l’altoatesino riuscirà a ribaltare la sfortuna che lo ha perseguitato nella Caja Magica, trasformando un campo storicamente “stregato” nell’ennesimo trampolino di lancio verso un record che sembra non avere fine.

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