Brexit, dieci anni dopo il referendum: il rimpianto e l’instabilità politica
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Redazione Esteri
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Era il 23 giugno 2016 quando il Regno Unito si recò alle urne per esprimere un verdetto destinato a cambiare le sorti del paese e, in parte, dell'intero continente. Il "Leave" vinse con il 51,89% dei voti, un margine ristretto ma sufficiente a innescare un terremoto politico ed economico le cui scosse, a distanza di un decennio, si fanno ancora sentire con prepotenza. Quella mattina del 24 giugno, a Londra dove il 59,93% aveva votato per restare, fu uno shock collettivo: il primo ministro David Cameron, che aveva indetto il referendum scommettendo sulla permanenza, annunciò le dimissioni.
Da allora, Downing Street è stata una porta girevole: sei governi in dieci anni, un'instabilità che non si vedeva dai tempi del secondo dopoguerra.
Il conto economico e il peso dell'incertezza
A dieci anni di distanza, il bilancio economico appare impietoso. Secondo un'analisi dell'economista Nick Bloom dell'Università di Stanford, pubblicata dal National Bureau of Economic Research, il Pil pro capite britannico è oggi tra il 6% e l'8% più basso rispetto a quello che sarebbe stato senza la Brexit. Gli investimenti sono scesi del 12-13%, mentre l'occupazione e la produttività hanno subito contraccolpi significativi.
L'Office for Budget Responsibility, l'agenzia indipendente del governo britannico, stima una perdita permanente di produttività pari al 4% e prevede che, nel lungo periodo, esportazioni e importazioni potrebbero risultare inferiori di circa il 15% rispetto ai livelli del mercato unico. La sterlina, intanto, non è mai tornata ai valori precedenti al voto, erodendo il potere d'acquisto delle famiglie.
Il governatore della Bank of England, Andrew Bailey, ha riconosciuto che l'uscita dall'Unione ha probabilmente ridotto il potenziale di crescita del paese, pur sottolineando che la City di Londra ha mostrato una capacità di adattamento superiore alle attese iniziali.
Il grande rimpianto e il paradosso di Farage
Il sentiment dell'opinione pubblica è cambiato in modo radicale. I sondaggi dipingono un paese afflitto da un profondo rimpianto. Secondo un'indagine YouGov del giugno 2026, il 57% dei britannici ritiene che il paese abbia sbagliato a votare per l'uscita, e tra questi, un 23% aveva votato per il Leave dieci anni fa.
Il dato più eclatante emerge da un sondaggio dell'European Council on Foreign Relations, secondo cui il 66% dei britannici boccia la Brexit ritenendola responsabile del peggioramento del costo della vita, mentre tre quarti dell'elettorato vorrebbe ora legami più stretti con l'Unione europea. Se un nuovo referendum si tenesse domani, il paese sceglierebbe di rientrare.
Tuttavia, il paradosso politico è che Nigel Farage, l'artefice della Brexit e leader del Reform UK, è oggi primo nei sondaggi, avendo tra l'altro stravinto le elezioni amministrative di maggio, erodendo consensi ai laburisti. Il suo partito potrebbe presto trovarsi a governare un paese che rimpiange la scelta che lui stesso ha contribuito a far vincere.
La via tortuosa verso un possibile rientro
Il dibattito sul "Rejoin" si è ormai aperto, alimentato anche da voci interne al partito laburista. L'ex ministro della Salute Wes Streeting ha definito l'uscita dall'Unione un "errore catastrofico", sostenendo che il futuro della Gran Bretagna risiede all'interno dell'Europa. Nonostante il 55% dei britannici dichiari di sostenere il rientro, la percentuale crolla al 35% se ciò dovesse avvenire senza le deroghe di cui il paese godeva in precedenza, come l'esenzione dall'euro e da Schengen.
Il percorso per un eventuale ritorno sarebbe lungo e complesso, con Bruxelles che potrebbe chiedere l'adozione di quelle stesse regole un tempo rifiutate. Per ora, il governo laburista di Keir Starmer, che si è dimesso dopo poco meno di due anni di mandato indebolito anche dalla lunga scia della Brexit, si era limitato a cercare un riavvicinamento graduale, senza però mettere in discussione i principi fondamentali come l'unione doganale o la libera circolazione delle persone.




