L'arbitro Abisso, il Var e il rosso che accende il dibattito: il caso Cambiaghi nel pareggio di Como
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Nella partita che ha visto il Bologna fermarsi sul pari al Novantaquattresimo contro il Como, un episodio ha catalizzato l'attenzione, trasformandosi nel centro di un acceso dibattito tecnico che travalica l'esito della gara. L'arbitro Abisso, originario di Palermo, inizialmente aveva deciso di far proseguire il gioco dopo un contatto in area tra il difensore del Como, Van der Brempt, e l'attaccante rossoblù Cambiaghi. Quest'ultimo, provocato da una spinta alle spalle, aveva reagito allargando il braccio e toccando il volto dell'avversario, il quale è poi caduto a terra. La dinamica, giudicata in prima istanza come lieve, è stata poi radicalmente rivista dall'intervento del Var, guidato da Mazzoleni con l'assistenza di Marini. A seguito della revisione, è stato espulso Cambiaghi per gioco violento, mentre a Van der Brempt è stato mostrato solamente il cartellino giallo; una decisione che ha lasciato perplessi molti osservatori, i quali hanno sottolineato come la reazione dell'attaccante, seppure da condannare, fosse scaturita da una provocazione iniziale e non apparisse di una violenza tale da giustificare l'estromissione immediata.
La reazione in campo e le parole dell'allenatore
Subito dopo la decisione, e una volta ripresosi, Van der Brempt ha incitato il pubblico di casa, cercando di caricare la propria squadra che si ritrovava in superiorità numerica. Sul fronte opposto, l'allenatore del Bologna, Vincenzo Italiano, ha analizzato la prestazione della sua squadra con un tono critico ma costruttivo, evitando di focalizzarsi esclusivamente sull'episodio controverso. Parlando ai microfoni di Sky Sport, Italiano ha dichiarato che dopo la vittoria della Supercoppa la squadra si era "imborghesita", pur avendo affrontato negli ultimi turni formazioni di alto livello come Juventus, Napoli, Inter e Atalanta. Le sue parole hanno indicato una ricerca di reazione e di carattere, elementi che nel secondo tempo contro il Como sono effettivamente emersi, con il Bologna che ha saputo prima pareggiare e poi andare in vantaggio nonostante l'inferiorità numerica, prima del gol nel recupero che ha riportato la situazione in parità.
Il regolamento sotto la lente d'ingrandimento
Al di là delle singole valutazioni sull'operato dei direttori di gara, l'episodio ha riacceso i riflettori sull'applicazione stessa del regolamento, che molti giudicano sempre più distante dalla sostanza del gioco e dalla sua fluidità. La sequenza decisionale – un contatto inizialmente considerato non sanzionabile con l'estremo rigore, poi modificato in rosso diretto dopo una lunga interruzione – sembra incarnare quelle contraddizioni che, partita dopo partita, alimentano le polemiche. Ciò che risulta discutibile, come in questo caso, non è tanto il principio della revisione video, quanto l'interpretazione rigida e meccanica di azioni che sul campo, nella loro immediatezza, gli stessi arbitri tendono a valutare con una maggiore comprensione del contesto e dell'intensità del gesto.
Una prestazione di carattere e un finale amaro
Nonostante la delusione per il gol subito allo scadere, la trasferta comasca ha mostrato i segni di un risveglio da parte del Bologna, che in dieci uomini ha saputo imporsi sul piano del carattere e della reazione, sfiorando addirittura la vittoria. La partita, ricca di colpi di scena tra pali colpiti, un rigore concesso e poi revocato, e l'espulsione, ha restituito l'immagine di una squadra viva e capace di soffrire e lottare. L'amarezza per i due punti sfumati all'ultimo respiro non cancella i passi in avanti compiuti nel morale e nell'approccio, elementi su cui la squadra punta a costruire la propria rimonta in classifica, cercando di lasciarsi definitivamente alle spalle quel periodo di minor freschezza agonistica citato dal proprio tecnico.




