La farsa del Sinigaglia: arbitro, Var e un'espulsione che riaccende il dibattito
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Redazione Sport
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Il pallone, si sa, rimbalza spesso in modi imprevedibili, ma a stabilire le traiettorie più bizzarre, ormai, è sempre più frequentemente l'occhio elettronico del Var, i cui interventi, definiti con formula asettica "a seguito di revisione", rischiano di stravolgere l'anima stessa del gioco. Lo si è visto ancora una volta al Sinigaglia di Como, dove un episodio controverso ha offuscato una prestazione di spessore da parte del Bologna, capace di riemergere dopo un periodo opaco e di strappare un pareggio sul filo di lana grazie a un eurogol di Baturina nel recupero. La partita, tecnicamente valida e giocata contro una delle formazioni più in forma del campionato, è stata però segnata dall'intervento della moviola su un contatto tra Cambiaghi e Van der Brempt. L'attaccante del Como, con una spinta alle spalle, aveva provocato il difensore bolognese, il quale ha reagito allargando il braccio e sfiorandogli il volto, innescando una reazione teatrale dell'atleta belga che è stramazzato al terreno. L'arbitro Abisso, inizialmente, aveva fatto proseguire il gioco, valutando l'entità del contatto come irrilevante.
Il triumvirato della moviola e la deriva del regolamento
A ribaltare quella decisione è stato il lavoro di regia in cabina Var, dove operavano Mazzoleni e, come suo assistente, Marini, i quali hanno richiamato l'arbitro per una revisione. Dopo la consultazione con il monitor, Abisso ha tratto le inevitabili, e per molti assurde, conclusioni tecniche: espulsione diretta per Cambiaghi, colpevole di "gioco violento", e ammonizione per Van der Brempt. Una dinamica che, al di là del singolo caso, solleva interrogativi pressanti sull'applicazione meccanica di un regolamento che, privato del contesto e del filtro della sensibilità umana in campo, appare sempre più come un dispositivo demenziale. La rapidità con cui il giocatore del Bologna, miracolosamente risollevatosi dallo stato di prostrazione, abbia poi esultato verso la curva sottolinea, al di là di ogni giudizio etico, la profonda distorsione che certe situazioni generano.
Il risveglio rossoblù e le ombre di un campionato
Al di là della polemica arbitrale, che non è certo un caso isolato in questo torneo, l'incontro ha messo in luce un segnale incoraggiante per i felsinei. Il tecnico Vincenzo Italiano, nel commentare la gara, ha parlato di una squadra che si era forse "imborghesita" dopo i fasti della Supercoppa, ma che a Como ha ritrovato mordente e personalità contro un avversario di qualità. La formazione ha dimostrato di saper soffrire e di avere il carattere per rimontare uno svantaggio che sembrava definitivo, aggrappandosi a un punto che potrebbe avere un peso specifico importante nella corsa europea. Un risveglio necessario, quello del Bologna, dopo le battute d'arresto contro le grandi, che dimostra come il potenziale del gruppo sia tutt'altro che esaurito.
Tra gioco e giustizia sportiva: un equilibrio sempre più precario
Quello che accade sul rettangolo verde, d'altronde, riflette spesso tensioni e contraddizioni più ampie. Senza scendere in dettagli che non competono alla cronaca sportiva, è noto come le procure seguano con attenzione, in casi estremi, anche dinamiche che nascono negli stadi, trattando con rigore ogni aspetto che possa sfociare in illeciti. Le inchieste, quando partono, procedono con meticolosità, vagliando ogni elemento per accertare responsabilità individuali e di sistema, in un percorso giudiziario che privilegia i fatti alle semplici impressioni. È un monito, questo, a considerare ogni azione dentro e fuori dal campo nella sua seria portata, mentre il calcio continua a navigare in un mare sempre più complicato, tra la bellezza del gioco e l'ingombrante presenza della tecnologia.




