Roma, l’ombra della mafia cinese sull’omicidio di una coppia nel Pigneto
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Redazione Interno
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Una decina di colpi di pistola, alcuni esplosi alla testa, hanno messo fine alla vita di due persone davanti al portone di via Prenestina 70, dove abitavano. Lui, cinquantenne, e lei, di quarant’anni, stavano rientrando dalla loro attività commerciale quando sono stati freddati con un’esecuzione che ricorda i metodi della criminalità organizzata. I carabinieri del nucleo investigativo di via In Selci, ricostruendo la dinamica, non escludono che dietro l’omicidio si nasconda la mano della mafia cinese, un fenomeno sempre più radicato nella capitale.
Zhang Dayong, una delle vittime, non era un estraneo a quel mondo. Considerato un referente romano di spicco, legato a doppio filo con quello che le indagini identificano come l’"Uomo nero", era noto per il controllo delle bische clandestine. La sua eliminazione, con un colpo alla testa e tre al torace, segue un copione tipico delle esecuzioni mafiose, riservate a chi tradisce o diventa un peso. Quello di via Prenestina potrebbe essere il primo omicidio attribuibile alla mafia cinese a Roma, un salto di qualità inquietante per un’organizzazione che finora aveva operato nell’ombra, concentrandosi sul gioco d’azzardo e sul riciclaggio.




