Due gennaio, una data che segna il ricordo: addio a Coppi e alla magia di Carosello
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Redazione Sport
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Il due gennaio, data che si ripete ogni anno sul calendario, porta con sé in Italia il peso di due addii che hanno segnato epoche diverse, intrecciando nella memoria collettiva lo sport e l'intrattenimento, il mito e la quotidianità delle case. Da una parte, nel 1960, si spegneva a soli quarant'anni, stroncato dalla malaria, Fausto Coppi, il Campionissimo che aveva rivoluzionato il ciclismo e catturato l'immaginario di una nazione intera, mentre dall'altra, nel 1977, la Rai decideva di sospendere la trasmissione di "Carosello", quel format pubblicitario, considerato un vero e proprio cortometraggio in pellicola, che per anni aveva deliziato le famiglie prima del sonno, affidando a maestri del cinema come Fellini, Leone, Olmi e Pasolini il compito di raccontare, tra una sigla e l'altra, piccole storie di finzione.
La fine di un rito televisivo
Con la chiusura di "Carosello", avvenuta proprio in quel giorno d'inizio anno, terminava non solo un programma ma un autentico rito serale, un momento di condivisione familiare che trasformava la pubblicità in arte minore. I filmati, spesso vere opere di regia, erano girati con cura e budget significativi, rappresentando, loro malgrado, uno spaccato dell'Italia che cambiava, dei suoi desideri e delle sue aspirazioni. La loro assenza dalle reti nazionali ha lasciato un vuoto, una nostalgia per un formato che seppe mescolare con leggerezza lo scopo commerciale e il racconto, senza la frenesia che avrebbe caratterizzato le comunicazioni successive.
Il mito di Coppi, vivo a Castellania e Novi Ligure
Parallelamente, la scomparsa di Fausto Coppi, avvenuta diciassette anni prima nello stesso giorno, continua a generare un pellegrinaggio laico che si rinnova con puntualità, testimoniando la duratura eredità del corridore. A Castellania, suo paese natale, e a Novi Ligure, città che gli ha dedicato il Museo dei Campionissimi, si radunano ogni anno appassionati e vecchi gregari, come l'olimpionico Marino Vigna, per onorare la memoria di colui che seppe dominare le corse con un stile inedito e soffrire drammi personali che ne accrebbero l'aura leggendaria. L'immagine del suo funerale, trasmessa ancora dai telegiornali nelle ricorrenze, resta indelebile per molti, così come le fotografie in bianco e nero che, poste sui comodini, raccontano di un affetto privato che travalica il semplice tifo sportivo.
Pedalando nella storia
Le iniziative commemorative, come quella organizzata a Novi Ligure dalla municipalità in collaborazione con enti culturali locali, denominata "In ricordo di Fausto", non sono mere rievocazioni folcloristiche ma momenti di trasmissione della storia del ciclismo, capaci di attrarre nuove generazioni di appassionati. In quelle occasioni, le imprese sulle strade del Giro d'Italia e del Tour de France rivivono attraverso i racconti, i cimeli e le immagini d'epoca, collegando idealmente un passato glorioso a un presente in cui la figura di Coppi rimane un punto di riferimento insuperato, un simbolo di sacrificio e genialità atletica. La sua eredità, del resto, non si misura solo nelle vittorie ma nell'aver impresso un cambiamento radicale nell'approccio alla disciplina, nell'allenamento e nella dieta, innovazioni che oggi appaiono scontate ma che allora erano considerate rivoluzionarie.




