Trump firma nuove sanzioni alla Russia e riapre il fronte con Putin

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Donald Trump ha firmato nuove sanzioni alla Russia, segnando un nuovo passaggio nei rapporti tra Washington e Mosca dopo una fase caratterizzata dai tentativi di dialogo sulla guerra in Ucraina. La decisione della Casa Bianca arriva insieme all'approvazione di una vendita di armi statunitensi a Kiev per oltre 2,3 miliardi di dollari, modificando il quadro dei rapporti tra gli Stati Uniti e il Cremlino.

La legge americana colpisce energia, funzionari e reti economiche russe

Il provvedimento firmato dal presidente americano introduce misure economiche contro settori considerati strategici per il finanziamento della Russia. Tra gli obiettivi indicati figurano le esportazioni di petrolio greggio e gas naturale, fonti fondamentali per le entrate di Mosca, oltre a funzionari ed entità russe coinvolte nelle attività del Paese. La nuova normativa punta anche a limitare i canali utilizzati dalla Russia per mantenere attivi i flussi economici legati alla guerra in Ucraina.

La legge, approvata dal Congresso statunitense prima della firma presidenziale, amplia inoltre gli strumenti a disposizione dell'amministrazione americana nei confronti dei partner commerciali della Russia. Il testo prende il nome di Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026 e interviene anche sulla cosiddetta flotta ombra di petroliere utilizzata per aggirare le restrizioni già esistenti.

Il Cremlino reagisce mentre aumentano le tensioni internazionali

La decisione americana arriva in una fase delicata per Mosca, impegnata nelle elezioni interne e sotto pressione per gli attacchi ucraini sul territorio russo. L'irritazione del Cremlino è stata accompagnata da nuove dichiarazioni di esponenti di primo piano della politica russa, tra cui Dmitri Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, che ha accusato l'Europa di comprendere soltanto il linguaggio della forza.

Le parole di Medvedev sono arrivate anche nel contesto della disputa sugli asset delle aziende straniere ancora presenti in Russia. Parigi ha chiesto a Mosca di modificare la decisione relativa al controllo di beni appartenenti ad alcune società occidentali, tra cui Auchan, Nestlé e Lemana Pro, l'ex Leroy Merlin in Russia, dopo che il Cremlino aveva collegato queste misure alla provenienza da Paesi definiti ostili.

Dai colloqui sulla pace alla nuova pressione su Mosca

La svolta arriva dopo settimane nelle quali il rapporto tra Washington e Mosca sembrava orientato soprattutto verso il confronto diplomatico. Gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner avevano infatti condotto colloqui legati alla ricerca di una soluzione per il conflitto ucraino, con contatti diretti con gli interlocutori russi.

Parallelamente alla firma della legge sulle sanzioni, l'amministrazione statunitense ha autorizzato un nuovo pacchetto di forniture militari destinato all'Ucraina. La scelta rappresenta un ulteriore elemento nei rapporti tra Stati Uniti, Russia e Ucraina, mentre proseguono gli sforzi diplomatici per affrontare il conflitto.

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