Trump firma nuove sanzioni alla Russia: dazi fino al 100% sui Paesi che comprano energia da Mosca
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Redazione Esteri
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Donald Trump ha firmato la legge che introduce nuove sanzioni alla Russia, ampliando gli strumenti a disposizione degli Stati Uniti per aumentare la pressione su Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina. Il provvedimento colpisce settori strategici dell’economia russa, tra cui energia e difesa, e prevede la possibilità di applicare pesanti misure commerciali contro alcuni Paesi che continuano ad acquistare petrolio e gas russi.
La legge approvata dal Congresso e il nuovo potere sui dazi
Il testo firmato dal presidente americano è l’H.R. 5334, denominato “Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026”, un provvedimento approvato dal Congresso statunitense e dedicato al senatore repubblicano Lindsey Graham, morto a luglio dopo aver sostenuto per oltre un anno il percorso legislativo sulle nuove misure contro Mosca. La norma attribuisce alla Casa Bianca la possibilità di imporre dazi fino al 100% ai principali acquirenti di energia russa.
La misura può coinvolgere anche grandi importatori come Cina e India, cioè Paesi che mantengono rapporti commerciali con Mosca nel settore energetico. Il provvedimento amplia inoltre le sanzioni individuali contro esponenti russi, istituzioni finanziarie e soggetti collegati alle attività economiche del Cremlino, includendo anche la cosiddetta flotta ombra utilizzata per aggirare le restrizioni sulle esportazioni energetiche.
Il voto americano e le reazioni da Kiev e Mosca
La legge ha ottenuto un ampio sostegno parlamentare prima della firma presidenziale. Il Senato l’ha approvata con 86 voti favorevoli e 11 contrari, mentre alla Camera dei Rappresentanti il testo è passato con 262 voti a favore e 159 contrari. Il confronto politico negli Stati Uniti si è concentrato soprattutto sull’estensione dei poteri presidenziali in materia di tariffe commerciali.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accolto positivamente la firma del provvedimento, definendola un passaggio importante nella pressione economica contro la Russia. La nuova legge arriva mentre Washington cerca strumenti aggiuntivi per colpire le entrate che finanziano lo sforzo bellico russo e mentre il dibattito internazionale riguarda anche gli effetti delle misure sui rapporti commerciali con altri Paesi.
Mosca attacca l’Europa mentre cresce lo scontro sugli asset occidentali
Parallelamente alle nuove misure americane, il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitri Medvedev ha dichiarato che l’Europa comprende soltanto “il linguaggio della forza”, intervenendo sulle tensioni legate alla gestione degli asset di aziende occidentali presenti in Russia. Le sue parole sono arrivate dopo le critiche europee alle decisioni russe riguardanti proprietà appartenenti a gruppi stranieri.
La Francia ha chiesto a Mosca di modificare la decisione relativa agli asset di Auchan, Nestlé e Lemana Pro, ex Leroy Merlin in Russia, aziende indicate dal Cremlino come appartenenti a Paesi considerati ostili. Nello stesso periodo in Russia si sono svolte le elezioni per il rinnovo della Duma di Stato, un appuntamento politico interno che si colloca durante una fase di forte tensione con i Paesi occidentali.
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