Calhanoglu tra presente e futuro: “Como ostica, gol alla Roma? A chi critica Svilar dico: provi a stare in porta”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’Inter si prepara ad affrontare una trasferta insidiosa sul campo del Como, e a lanciare il segnale di massima allerta ci ha pensato Hakan Calhanoglu. Il centrocampista turco, intervistato da La Repubblica, ha messo in guardia i compagni riguardo alla qualità dell’avversario, sottolineando come i lariani, nonostante la loro posizione in classifica – che attualmente li vede quarti a contendersi un posto in Europa – rappresentino un ostacolo temibile da non sottovalutare. “Sarà dura,” ha spiegato il regista nerazzurro, elogiando l’impostazione tattica della squadra guidata da Cesc Fàbregas, in un confronto che si preannuncia tatticamente complesso per la capolista. La memoria, in casa Inter, è ancora lunga: il ricordo dello scudetto perso all’ultimo respiro per un solo punto è una ferita che il gruppo non ha chiuso, e che sta utilizzando come carburante in questo sprint decisivo. “Ci siamo detti che dobbiamo dare tutti di più, prenderci più responsabilità,” ha rivelato Calhanoglu, confermando un summit nello spogliatoio dopo l’ultima sosta.

La difesa di Svilar e l’analisi del gol

Tra un’analisi tattica e l’altra, il numero 20 nerazzurro ha speso parole chiare per il portiere avversario Mile Svilar, finito suo malgrado al centro delle polemiche per la sua posizione sul gol subito nella vittoria per 5-2 contro la Roma. Quella prodezza, un sinistro a giro che si è insaccato all’incrocio, ha scatenato il dibattito tra i tifosi e gli addetti ai lavori, con molti che hanno imputato al giovane estremo difensore giallorosso una leggerezza nei tempi d’uscita. Calhanoglu, tuttavia, ha prontamente respinto al mittente queste critiche, offrendo una lezione tecnica su quanto accaduto in campo. “Capisco che Bastoni non riesce a crossare e mi metto in posizione,” ha spiegato, ricostruendo la genesi dell’azione. “Zielinski mi vede e me la passa. Controllo che non ci sia nessuno dietro, sposto la palla avanti e calcio”.

Lontano dal volersi prendere i meriti per una delle reti più spettacolari del campionato, il turco ha anzi utilizzato l’occasione per difendere l’operato del collega. “A chi lo critica, do un consiglio: provi lui a stare in porta e vediamo se la para,” ha affermato con una punta di ironia, ma con la sostanza di chi conosce la difficoltà del mestiere. “Non è stata la mia rete più bella. Il tiro contro il Verona era più angolato. La palla cambia direzione dopo che il portiere ha spostato il peso. È un effetto che cerco, colpendo da sotto”. Una spiegazione, la sua, che smonta le facili critiche e restituisce alla giocata la sua complessità tecnica, lontana dalla fortuna o da un semplice errore avversario.

Il rapporto speciale con Inzaghi e l’empatia di Chivu

Nell’intervista rilasciata al quotidiano, Calhanoglu si è soffermato a lungo anche sugli aspetti umani del calcio, tracciando un parallelo interessante tra il suo attuale allenatore, Cristian Chivu, e il predecessore Simone Inzaghi. “Con Simone ho un bellissimo rapporto: mi ha voluto tanto in squadra,” ha dichiarato, riconoscendo il ruolo fondamentale che l’attuale tecnico dell’Al-Hilal ha avuto nel suo approdo in nerazzurro. Un legame di stima reciproca che non gli ha impedito, però, di notare le differenze sostanziali con la nuova gestione. Secondo il centrocampista, Chivu possiede una marcia in più sotto il profilo relazionale, un’abilità che va oltre la semplice tattica. “Chivu è ancora più empatico, più vicino ai giocatori. Gli interessa come stai fuori dal campo”.

Questa rivelazione getta luce sul metodo di lavoro dell’ex difensore rumeno, che sembra aver costruito il suo successo non solo sui risultati, ma anche sulla capacità di creare un ambiente solido e coeso. In un calcio moderno spesso dominato da numeri e schemi, l’attenzione per la sfera personale dell’atleta emerge come una qualità rara e preziosa. Chivu, reduce da un’esperienza importante con la Primavera e ora alla sua prima vera annata tra i grandi, ha saputo conquistare la fiducia di senatori come Calhanoglu proprio grazie a questa sua capacità di ascolto e di vicinanza, un fattore che potrebbe rivelarsi decisivo per gestire le pressioni della volata scudetto.

Un retroscena di mercato che guarda al 2027

Mentre la corsa al titolo entra nel vivo, gli uffici di corso Vittorio Emanuele II iniziano già a proiettarsi sul futuro, con particolare attenzione al centrocampo. Sebbene l’attenzione sia tutta concentrata sul presente, i ragionamenti per la costruzione della rosa del prossimo anno sono già in fase avanzata, e uno dei nodi centrali riguarda proprio il rinnovo di Hakan Calhanoglu. Secondo quanto svelato da Calciomercato.com, esisterebbe un vero e proprio patto di fiducia tra il club e il giocatore, suggellato anche dall’ottimo rapporto con l’allenatore. “La verità è che Calhanoglu ha stretto un grande rapporto con Chivu e lo stesso allenatore vorrebbe poter comprendere il turco nella costruzione della rosa del prossimo anno”.

Il contratto del “classe ‘94” scadrà ufficialmente nel 2027, e l’obiettivo dichiarato è quello di non lasciare che l’accordo giunga a naturale scadenza, evitando così il rischio di perderlo a parametro zero o di dover gestire distrazioni sul mercato. Lo stesso calciatore, dal canto suo, ha già dimostrato in passato di essere legato al progetto, e questa volontà di programmazione da parte del tecnico rappresenta un segnale inequivocabile della stima tecnica di cui gode. La dirigenza, pur dovendo fare i conti con le recenti difficoltà fisiche che hanno limitato il suo minutaggio, è intenzionata a sedersi al tavolo delle trattative per blindare il proprio faro di centrocampo, blindando quello che ormai è considerato un punto fermo della nuova era targata Chivu.

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