Marotta chiude la porta a Inzaghi: "È il passato". E l’ex dirigente Paolillo lo accusa di tradimento
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Redazione Sport
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La separazione tra Simone Inzaghi e l’Inter, dopo tre stagioni e una finale di Champions League persa contro il Psg, continua a far discutere. Beppe Marotta, direttore generale nerazzurro, ha liquidato senza mezzi termini la questione: «Ci sono dichiarazioni che si susseguono e poi smentite... Noi abbiamo preso atto della scelta dell’allenatore, ma ormai fa parte del passato e non entriamo in analisi approfondite». Un tono netto, che non lascia spazio a ripensamenti, mentre la squadra si affida a Cristian Chivu con l’obiettivo di ripartire.
A inasprire ulteriormente i toni è stato Ernesto Paolillo, ex dirigente dell’Inter durante l’era del Triplete, che in un’intervista a Tmw ha definito Inzaghi «un traditore», aggiungendo: «Non ha avuto etica». Parole pesanti, che riflettono il malumore di una parte dell’ambiente interista per la decisione del tecnico di accettare l’offerta dell’Al-Hilal, club saudita che gli avrebbe garantito un ingaggio da capogiro.
La tempistica dell’addio, in particolare, è al centro delle polemiche. Secondo quanto rivelato da Esteve Calzada, direttore generale dell’Al-Hilal, l’intesa con Inzaghi sarebbe stata raggiunta già prima della finale di Champions, ma il tecnico avrebbe chiesto di rimandare l’annuncio per rispetto verso l’Inter. Una versione che, se confermata, getterebbe un’ombra sulla trasparenza dell’operazione, anche se Marotta ha preferito non approfondire: «Non è il caso di fare polemiche, ora guardiamo avanti».




